Tarquinia – L’Università Agraria dichiara guerra al Comune ma perde subito la prima battaglia

L’ente voleva far trasformare da agricoli a edificabili alcuni terreni ricadenti in località San Giorgio

TARQUINIA – Bebo Tosoni, presidente dell’ente, senza concordare un’azione congiunta con l’amministrazione comunale, si è rivolto al Tar del Lazio proponendo un ricorso contro la regione Lazio e l’amministrazione stessa, per trasformare alcuni terreni agricoli in edificabili in località San Giorgio.

L’Università Agraria di Tarquinia gestisce un rilevante patrimonio demaniale collettivo. Tra questi terreni appartenenti al dominio collettivo di Tarquinia ve ne è uno situato in località San Giorgio, incluso in una più ampia zona a vocazione edificatoria.

Nel 2016 il Comune di Tarquinia, in qualità di autorità procedente, ha trasmesso
alla regione Lazio il rapporto preliminare ambientale ai fini dell’avvio della
procedura di VAS, sul piano in oggetto di lottizzazione in loc. San Giorgio.

Delibera UA Tarquinia n.79 del 15.06.2023

La regione Lazio, in qualità di autorità competente, ha individuato i soggetti da coinvolgere nella fase di consultazione.

Dopo una una trafila burocratica che non ha neanche senso elencare si è arrivati a fine maggio di quest’anno quando l’autorità procedente ha comunicato “il NON interesse a procedere alla Valutazione Strategica”, comunicando altresì di essere “a disposizione per valutare ed esaminare la nuova eventuale stesura del Piano di Lottizzazione”.

Come se non bastasse, la regione Lazio inviava una nota nella quale dichiarava: “l’Autorità Procedente ha confermato il non interesse a procedere con la procedura di VAS in esame “in quanto il piano non risulta meritevole di approvazione”.

Ora è facile intuire che quei terreni e soprattutto quella località fanno gola a molti. Bella, isolata e fronte mare. Non importa se ci siano gravami come gli usi civici. Se ci sia in atto una battaglia sul contrasto all’abusivismo edilizio che va avanti da oltre trent’anni. Per Bebo Tosoni quei terreni “devono” diventare edificabili e quindi, in spregio a qualsia rapporto di “buon vicinato” con l’amministrazione che, probabilmente, poteva essere anche di supporto ad un ricorso contro tale decisione, lui zitto zitto ha chiesto l’annullamento del provvedimento dell’autorità procedente.

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L’esito era scontato al di là di ogni ragionevole dubbio ma i soldi per i ricorsi li mette l’ente e quindi il Tar Lazio ha così deciso di “P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio (Sezione Seconda Quater) respinge la domanda cautelare”.

Ovviamente il sindaco come il resto della maggioranza non l’hanno presa bene come neanche il nuovo corso della regione Lazio che si è vista aggredire da un presidente di un ente che si supponeva fosse dalla stessa parte. Del resto uno gli amici se li sceglie così come i nemici. Bebo Tosoni ha scelto entrambi.

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