Santa Severa – Oliver Stone: ciak all’Isola del Pescatore tra storia e sapori di mare

Il ristorante all’ombra del maniero è meta imperdibile per chi arriva a Roma in vacanza per qualche giorno

SANTA SEVERA – Non capita tutti i giorni di vedere un tre volte premio Oscar seduto tranquillamente a un tavolo sul litorale laziale, ma Oliver Stone non è mai stato un regista prevedibile.

In questi giorni di fine aprile 2026, il grande cineasta americano si è concesso una pausa dalle riprese del suo nuovo film, scegliendo la cornice suggestiva del castello di Santa Severa per un pranzo che ha scatenato l’entusiasmo dei fan.

Ospite della famiglia Quartieri presso lo storico ristorante L’Isola del Pescatore, Stone è stato letteralmente assediato dall’affetto dei presenti. Tra una portata di crudi e il pescato del giorno, il regista non si è sottratto a foto e autografi, confermando quel legame viscerale che da sempre lo unisce all’Italia, terra che ha spesso scelto per i suoi tour promozionali e, come in questo caso, per nuovi progetti creativi.

Dalle Trincee del Vietnam all’Olimpo di Hollywood

La vita di Oliver Stone (nato a New York nel 1946) sembra essa stessa la sceneggiatura di un suo film. Figlio di un agente di cambio di Wall Street e di una donna francese, Stone ha costruito la sua carriera sulla provocazione, l’impegno politico e la ricerca di una verità spesso scomoda.

Il trauma della guerra: Volontario in Vietnam, Stone tornò dal fronte decorato con la Bronze Star e il Purple Heart, ma profondamente segnato. Questa esperienza diventerà il nucleo della sua “trilogia del Vietnam”.

L’esordio da Oscar: Prima di sedersi dietro la macchina da presa per i grandi successi, Stone si fece notare come sceneggiatore, vincendo il suo primo Oscar per il tesissimo Fuga di mezzanotte (1978) di Alan Parker.

La consacrazione: Con Platoon (1986), portò sul grande schermo l’orrore sporco e reale della guerra, vincendo l’Oscar come Miglior Regista e Miglior Film.

Un cinema di potere e scandali

Se c’è una cosa che Stone non teme è il conflitto. I suoi film sono stati spesso al centro di dibattiti accesi, accusati di manipolare la storia o, al contrario, lodati per il coraggio di sfidare le versioni ufficiali delle istituzioni americane.

I grandi ritratti: Da Wall Street (1987), con l’iconico Gordon Gekko, a JFK – Un caso ancora aperto (1991), Stone ha esplorato le crepe del sogno americano e i complotti del potere.

Visioni audaci: Con Natural Born Killers (1994) ha sfidato i limiti estetici e narrativi, raccontando la violenza mediatica con uno stile frenetico e psichedelico.

Il ritorno in Italia: Attualmente, Stone si trova nel Bel Paese per le riprese di White Lies, un nuovo progetto di fiction (interpretato da Josh Hartnett) che lo vede tornare al dramma familiare e psicologico dopo una lunga parentesi dedicata ai documentari politici.

Il cinema è una questione di vita o di morte, deve dire qualcosa che conti.” Vederlo a Santa Severa, sorridente mentre si gode il sole e la cucina italiana, ci ricorda che anche i giganti del cinema hanno bisogno di bellezza e autenticità. Per Oliver Stone, l’Italia non è solo un set a cielo aperto, ma un rifugio dove la storia – la sua grande ossessione – respira ancora in ogni angolo.

Bentornato, Oliver!