Viterbo – UniTus o UniTunis? Invasione di studenti stranieri (a nostre spese), il nuovo Bengodi dell’immigrazione regolare

Arrivano in Italia, ottengono benefit (borse di studio, alloggi, mensa, strutture sportive). Invece di studiare lavorano (spesso in nero) e si fanno una nuova vita. A Tunisi anche un’agenzia che prepara tutte le carte per il “nuovo mondo”. Basta una sola autocertificazione al posto dell’ISEE

di PAOLO GIANLORENZO

VITERBO – C’è un fascicolo sulla scrivania della nuova Rettrice dell’Università della Tuscia, Tiziana Laureti, che scotta più di ogni altro. Sono i numeri dell’internazionalizzazione “senza paracadute” ereditata dalla precedente gestione del rettore Stefano Ubertini.

Mentre il passaggio di consegne è ancora fresco di firma, la nuova governance si ritrova a dover decifrare un cortocircuito statistico che ha trasformato l’Ateneo viterbese in un caso nazionale: un’esplosione di iscritti dalla Tunisia che non ha eguali in Italia e che sta mettendo a dura prova la tenuta del welfare studentesco e la sicurezza delle residenze.

tabella iscritti unitus stranieri corsi

La “bolla” Tunisina: +19.500% in cinque anni

Il dato di partenza è brutale. I documenti ottenuti tramite l’accesso civico generalizzato (FOIA) mostrano una curva di crescita che sfida ogni logica accademica. Se nell’anno accademico 2021/2022 la Tunisia era rappresentata da un singolo, isolato studente, oggi il numero è schizzato a 196.

Questa non è un’evoluzione organica; è una “verticale” migratoria che ha individuato nell’UNITUS il varco d’accesso privilegiato per l’Europa. La nuova Rettrice, insediatasi da poco, si è trovata davanti a questa massa critica di studenti che — stando ai flussi — sembrano aver scelto Viterbo non per l’offerta formativa, ma per un sistema di accoglienza che somiglia sempre più a un bancomat sociale.

TABELLA 1: La progressione del fenomeno Tunisia (iscritti totali)

Anno Accademico Iscritti Nazionalità Tunisia Incremento % su base annua Governance
2021/2022 1 Vecchia Gestione
2022/2023 35 +3.400% Vecchia Gestione
2023/2024 112 +220% Vecchia Gestione
2024/2025 162 +44% Transizione
2025/2026 196 +21% Nuova Gestione (Eredità)

Il nodo LazioDiSCo: un milione di euro per una sola nazionalità

L’inchiesta punta l’indice su come l’internazionalizzazione sia stata finanziata. Il meccanismo dell’ISEEUP permette a studenti provenienti da Paesi con cui non esistono protocolli di verifica fiscale stringenti (come la Tunisia) di dichiarare redditi minimi “sulla parola“. Basta un’autocertificazione da dove è impossibile verificare l’autenticità del contenuto.

Dei 196 tunisini oggi presenti, ben 146 sono beneficiari totali (vincitori o idonei) di borse di studio LazioDiSCo.

La favolosa struttura di San Sisto che accoglie gli studenti stranieri

Parliamo di quasi un milione di euro di risorse pubbliche drenate per una singola nazionalità. È questo il dossier più complesso che la Rettrice Laureti sta cercando di “elaborare”: come garantire il diritto allo studio senza permettere che il sistema venga saccheggiato da chi usa l’università solo come copertura per ottenere un visto.

Infatti i studenti stranieri sono tutti (o quasi) lavoratori dipendenti presso ristoranti, pizzerie o in servizio riders di consegna pasti in giro per la città con bici elettriche e monopattini. Tutti vedono. Tutti tacciono. Abbiamo fatto visita in queste residenze dove è facile vedere le bici elettriche dei riders parcheggiate con le sacche dietro.

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Ovviamente le strutture sono controllate h24 da un servizio di portineria (a spese nostre) che poco o niente può fare di fronte a continue prepotenze.

Servizio portineria gestito da una cooperativa che paga i propri dipendenti 4 euro l’ora. Per questi lavoratori dalla pelle pallida non c’è stata alcuna sigla sindacale a fare scioperi, bloccare treni od occupazioni delle sedi dove il lavoratore, quello sì, viene sfruttato davvero.

Oltre alla guardiania h24 gli studenti stranieri hanno a disposizione anche un campo da calcetto in erba sintetica, campi da tennis. Insomma un college a spese nostre a tutto punto.

TABELLA 2: Analisi dei costi pubblici (Stima per Studenti Tunisini 25/26)

Voce di Costo Valore Unitario Beneficiari Totale Annuo
Borsa monetaria (cash) 3.000 146 438.000
Alloggio (Posto letto) 2.500 146 – € 365.000
Mensa (2 pasti/gg) 1.000 146 – € 146.000
INVESTIMENTO TOTALE 949.000

Il tracollo del rendimento: studenti o fantasmi?

Uno dei punti più critici dell’eredità ricevuta dal nuovo corso riguarda il merito. La precedente governance ha puntato tutto sulla quantità per scalare i ranking, abbassando di fatto l’asticella del controllo. I risultati sono impietosi: mentre gli studenti italiani mantengono un rendimento stabile, il successo accademico degli internazionali è in caduta libera.

TABELLA 3: Performance Accademica (Conseguimento >25 CFU)

Categoria A.A. 23/24 A.A. 24/25 Trend
Studenti Italiani 78,2% 79,1% +0,9%
Studenti Internazionali 64,8% 55,6% -9,2%

Quasi la metà degli studenti stranieri non raggiunge la soglia minima di esami per giustificare la permanenza. Questo conferma il timore che molti di questi ragazzi, una volta incassata la borsa di studio e ottenuto l’alloggio, si dedichino ad attività lavorative in nero o sulle piattaforme di delivery, utilizzando le residenze universitarie come base logistica a costo zero.

L’emergenza residenze: le medine di via Cardarelli e San Sisto

A Viterbo i posti letto ufficiali nelle residenze (via Cardarelli e San Sisto) sono 227.

Gli immatricolati internazionali di quest’anno sono 577. Il calcolo è semplice: centinaia di persone sono “fuori quota” o costrette a soluzioni di fortuna che alimentano il degrado.

Le segnalazioni parlano di camere trasformate in cucine, violazioni sistematiche del regolamento e condizioni igieniche precarie (infestazioni di parassiti e cimici). È qui che la nuova gestione sta cercando di intervenire con urgenza: ripristinare il decoro in strutture che sembrano aver smesso di essere luoghi di studio per diventare dormitori autogestiti.

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La sfida della trasparenza

Va dato atto alla nuova Rettrice di una discontinuità fondamentale: la trasparenza. La risposta puntuale al FOIA, che mette a nudo questi dati imbarazzanti, segna un cambio di rotta rispetto al passato. Laureti ha “ereditato” un treno in corsa verso il baratro e sta cercando di azionare il freno a mano.

L’elaborazione di una soluzione richiederà tempo e, probabilmente, scelte impopolari. Sarà necessario:

  1. Innalzare le soglie di merito per il mantenimento dei benefici economici.
  2. Inasprire i controlli sugli alloggi per evitare subaffitti o occupazioni irregolari.
  3. Verificare rigorosamente le certificazioni ISEEUP, magari attraverso protocolli diretti con i consolati.

L’UNITUS si trova davanti a un bivio. L’anomalia tunisina è il sintomo di una malattia più profonda: l’aver scambiato l’accoglienza con l’assistenzialismo acritico. La nuova Rettrice ha ereditato una situazione complessa, una “patata bollente” lasciata da chi ha preferito i numeri dei visti alla qualità della didattica.

Oggi Viterbo chiede risposte. Non si può permettere che l’Ateneo diventi un “porto franco” dove il diritto allo studio viene calpestato da logiche migratorie mascherate da carriere accademiche. I numeri non mentono: la festa (a spese del contribuente) deve finire.

Nella risposta ufficiale fornita dalla Rettrice Tiziana Laureti al nostro FOIA, si percepisce lo sforzo di normalizzare questi dati.

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Ma come si può definire “normale” un sistema dove il 50% degli immatricolati alle magistrali è straniero e la metà di questi non produce risultati accademici degni di nota dopo aver incassato sussidi pubblici?

L’Università della Tuscia sta scambiando la qualità con la quantità per scalare qualche posizione nei ranking basati puramente sul numero di iscritti internazionali. Ma il prezzo di questa scalata lo pagano i cittadini viterbesi, che vedono le proprie risorse svanire in un assistenzialismo cieco, e gli studenti meritevoli (italiani e stranieri), che si trovano a vivere in un campus degradato.

La magistratura e la Guardia di Finanza dovrebbero guardare con attenzione a questi “numeri anomali”. Perché dietro una borsa di studio non meritata non c’è solo un danno erariale, ma un’offesa a chi crede ancora che l’università sia un ascensore sociale e non un bancomat per visti di soggiorno.

Il passaggio di consegne tra il vecchio rettore Stefano Ubertini e l’attuale Tiziana Laureti

Qualcuno degli studenti da noi avvicinati ci parla addirittura di uffici di “collocamento” a Tunisi che si occupano di tutte le pratiche necessarie allo studente (spesse volte già laureato) per arrivare a Viterbo con una borsa di studio certa, un alloggio con tanto di guardiania e la possibilità di dimostrare di essere immigrato regolare.

Ovviamente abbiamo analizzato Viterbo ma nelle altre città universitarie la cosa non è che sia migliore.