Vallerano – CAS di Centignano, Polidori attacca la maggioranza: «Nessuna volontà di trovare un accordo»

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Secondo Polidori, le preoccupazioni manifestate da cittadini e commercianti meritano maggiore attenzione da parte delle istituzioni locali

VALLERANO – Non si placa il confronto politico sul progetto del Centro di accoglienza straordinaria (CAS) di Centignano. A tornare sull’argomento è il consigliere comunale e capogruppo di opposizione Jacopo Polidori, che replica alle dichiarazioni diffuse dall’amministrazione comunale dopo il consiglio del 3 giugno, nel quale è stata discussa la mozione presentata dall’opposizione.

Polidori contesta innanzitutto la ricostruzione fornita dalla maggioranza sulla presunta presentazione di un documento alternativo alla mozione. «L’amministrazione comunale ci tiene a specificare di aver presentato un documento alternativo al nostro: assolutamente falso», afferma.

Secondo il consigliere, il testo richiamato dalla maggioranza non sarebbe stato inserito all’ordine del giorno nei tempi previsti e, pertanto, non avrebbe potuto essere discusso né sottoposto al voto dell’aula. «Le spiegazioni che ci siamo dati possono essere soltanto due: o alcuni amministratori, dopo otto anni di incarico, non conoscono le procedure amministrative, cosa che sarebbe davvero imbarazzante, oppure il documento è stato volutamente presentato all’ultimo momento per aizzare gli animi, creare una provocazione politica ad hoc e trovare un motivo per non votare la nostra mozione».

L’esponente dell’opposizione sostiene inoltre che vi sarebbe stato tutto il tempo necessario per costruire un percorso condiviso. La richiesta di convocazione del consiglio comunale, ricorda, era stata inoltrata il 13 maggio, circa venti giorni prima della seduta. «Se davvero la maggioranza e il sindaco avessero avuto la volontà di gettare le basi per un documento unitario, il tempo per farlo non sarebbe certo mancato», osserva Polidori.

Da qui una domanda rivolta direttamente all’amministrazione: «È credibile sostenere oggi la necessità di un rinvio di dieci giorni del consiglio comunale per trovare una sintesi, quando per oltre venti giorni non è stata avanzata alcuna iniziativa concreta in tal senso?».

Nel suo intervento il consigliere respinge anche le accuse di aver presentato una mozione ideologicamente orientata sul tema dell’immigrazione. «La nostra mozione era volutamente scevra da proposte di parte», sostiene, precisando che, se l’obiettivo fosse stato quello di presentare un documento politico identitario, sarebbero stati inseriti riferimenti alla chiusura del progetto Sprar/Sai e alla cosiddetta “remigrazione”.

«Per senso di responsabilità, invece, ci siamo attenuti esclusivamente al tema del CAS di Centignano», afferma Polidori, spiegando che il testo si concentrava sulle questioni della sicurezza, sulle possibili conseguenze per le attività economiche e sulle preoccupazioni manifestate dai residenti.

Preoccupazioni che, secondo l’opposizione, non sarebbero state alimentate strumentalmente. «Si tratta di normali preoccupazioni di cittadini che ritengono il paese non ancora pronto e adeguatamente attrezzato per affrontare un cambiamento sociale di questa portata», dichiara.

Polidori rivela inoltre che, durante il confronto in aula, l’opposizione si sarebbe detta disponibile a modificare significativamente la mozione. «Saremmo stati disposti a lasciare un solo punto: esprimere un parere contrario all’apertura del centro di accoglienza a Centignano. Nulla di più». Una proposta che, secondo il consigliere, non avrebbe comunque trovato il consenso della maggioranza.

Da qui un nuovo interrogativo rivolto all’amministrazione: «Perché continuare a dichiararsi contrari all’apertura del CAS, ribadendolo in ogni sede e in ogni comunicato, ma non confermare questa posizione nell’unico luogo in cui conta davvero, cioè il consiglio comunale?».

Tra i passaggi più critici del comunicato vi è quello relativo al riferimento al progetto Sprar/Sai che la maggioranza avrebbe voluto inserire nel documento condiviso. Una scelta che Polidori giudica come «una scarsa attenzione verso la sensibilità dei cittadini», sostenendo che la questione dovrebbe essere affrontata al di là delle appartenenze politiche.

Il consigliere chiama infine in causa la storia politica dell’attuale amministrazione, affermando che «a questa amministrazione pesa chiedere formalmente la non apertura del CAS, essendo sempre stata apertamente schierata e in prima linea a favore delle politiche di accoglienza».

Nelle conclusioni il capogruppo di opposizione ribadisce il sospetto che non vi fosse una reale volontà di arrivare a una posizione unanime. «Abbiamo il forte sospetto che non vi fosse alcuna reale volontà di trovare un accordo unanime, ma piuttosto il tentativo di imporre, dietro la facciata di una proposta apparentemente condivisa, una posizione politica ben precisa».

Secondo Polidori, le preoccupazioni manifestate da cittadini e commercianti meritano maggiore attenzione da parte delle istituzioni locali. «La sensibilità non si misura con gli slogan, ma con i fatti», conclude, tornando a criticare quello che definisce «un modello di accoglienza che, a nostro giudizio, negli anni ha prodotto problemi e alimentato interessi economici attorno al fenomeno migratorio».