L'ingresso del palazzo comunale di Frosinone
L’assemblea cittadina arrivava all’appuntamento dopo il flop di mercoledì scorso, quando la prima convocazione era andata deserta a causa della presenza di soli cinque consiglieri comunali in aula. Anche nel secondo tentativo, tuttavia, la maggioranza di centrodestra ha certificato l’assenza dei numeri necessari per superare la doppia votazione a scrutinio segreto.
I lavori si sono aperti sotto la presidenza provvisoria del vicepresidente facente funzioni Marco Ferrara. Nella prima votazione l’accordo è mancato sulla maggioranza qualificata dei due terzi, mentre nella seconda tornata, dove bastava il quorum della maggioranza assoluta fissato a diciassette preferenze, lo spoglio ha sancito il rinvio definitivo del punto. L’urna ha infatti restituito dieci schede bianche, dieci preferenze per Gianpiero Fabrizi, cinque per Marco Ferrara e un voto disperso, congelando la situazione e lasciando l’ufficio di presidenza ancora vacante.
Nonostante il blocco politico sulla prima carica dell’aula, l’attività deliberativa dell’ente è proseguita per i restanti punti all’ordine del giorno, non senza sollevare dubbi ed eccezioni sulla legittimità degli atti approvati. Una parte dei consiglieri ritiene infatti nulle o annullabili le delibere successive a causa del regime di totale vacatio del vertice assembleare, aggravato dalle dimissioni a catena degli altri componenti dell’Ufficio di Presidenza. Secondo questa tesi, supportata anche da esposti inviati al Prefetto e al Ministero dell’Interno, un presidente facente funzioni non avrebbe la piena legittimità per incardinare i lavori ordinari e i relativi flussi documentali al di fuori della mera gestione dell’emergenza legata alla surroga del presidente titolare.
I lavori amministrativi si sono comunque sbloccati e si sono svolti sulla base di un’integrazione del parere legale redatto dal professor Enrico Michetti per la Gazzetta Amministrativa, chiesto dall’amministrazione per blindare la regolarità della seduta. La relazione tecnica ha sostenuto la piena validità delle deliberazioni riguardanti atti urgenti, indifferibili e non procrastinabili anche in una fase di provvisorietà istituzionale. Sotto la guida del presidente vicario, l’aula ha così proceduto all’esame e alla successiva approvazione formale dei delicati documenti economico-finanziari all’ordine del giorno, tra cui spiccavano l’assestamento di bilancio e il riconoscimento di una serie di debiti fuori bilancio. Resta ora da vedere quale sarà in merito il parere degli organismi sovracomunali, Prefettura e Corte dei Conti su tutti.

