Il mancato rilascio dei documenti chiesti mesi prima alla base dell’azione della Guardia Costiera e della Polizia Municipale. Dario Canestrelli: “Basta polemiche ma guardare avanti”
TARQUINIA – Il chiosco dello stabilimento La Scogliera, a Sant’Agostino, è tornato operativo.
Dopo alcuni giorni di chiusura, con il sequestro scattato lo scorso 5 agosto nell’ambito degli accertamenti sulla regolarità delle strutture stagionali, ieri pomeriggio sono stati tolti i sigilli.
Per i gestori, proprio nel pieno della stagione balneare, è arrivato il momento di tirare un sospiro di sollievo. La struttura può tornare a lavorare al 100% delle sue potenzialità, per la felicità dei tanti clienti affezionati.
Dario Canestrelli, fortunatamente la vicenda si è conclusa in poco tempo.
“Giusto. Ieri è stato l’epilogo di una vicenda bruttissima e drammatica, commercialmente parlando, per un’azienda come la nostra. Vorrei, però, puntualizzare che non nutro alcun tipo di risentimento nei confronti del Comune di Tarquinia. La frase “Questa è vera giustizia” non rappresenta esattamente il mio pensiero, ma è stata dettata dalla gioia del momento”.
C’è qualcuno che vuole ringraziare?
“In primis vorrei elogiare il comportamento e l’operato del dottor Vincenzo Vergati. È intervenuto prontamente con documenti ufficiali e ha consentito di produrre la documentazione sulla quale abbiamo fondato le nostre ragioni. È stato esemplare in tutto.
In secondo luogo l’avvocato Paolo Pirani, conosciuto sia a Civitavecchia sia in ambito nazionale. Pur trovandosi in vacanza a mille chilometri di distanza, è riuscito a predisporre gli atti necessari per la nostra azienda, rappresentando le nostre ragioni alla magistratura e alle autorità interessate. È stato importante anche il supporto dei clienti e della cittadinanza, che ci hanno manifestato grande solidarietà e partecipazione per quanto stava accadendo. Anche la Procura ha operato con grande tempestività, nonostante il periodo feriale. Determinante anche il lavoro del sostituto procuratore Gentile”.
Tarquinia – Sant’Agostino, il Comune chiude un chiosco dello stabilimento “La Scogliera”
In tanti vi sono stati vicini.
“Ho chiesto aiuto perché non ce l’avrei fatta da solo. Stavamo vivendo una situazione che ritenevamo profondamente ingiusta e commercialmente molto grave. Oggi ho la sensazione che la giustizia possa tutelarmi, che io possa continuare a vivere serenamente nella mia città e, soprattutto, a lavorare. Ho avuto conferma che attraverso gli strumenti previsti dalla legge è possibile ottenere tutela”.
Cos’è, invece, che secondo lei non ha funzionato?
“Inizio col dire che ci aspettiamo un chiarimento ufficiale nei confronti della nostra azienda, dei dipendenti, della famiglia e della proprietà da parte della Guardia Costiera e della Capitaneria di Porto.
In quei giorni i numerosi avventori che frequentano la nostra struttura hanno subito le conseguenze della temporanea indisponibilità di un servizio essenziale quale l’approvvigionamento dell’acqua.
Ritengo che il Ministero e le Istituzioni competenti dovrebbero procedere a un approfondimento sulle procedure seguite in occasione dell’intervento del 5 agosto, proprio per chiarire definitivamente quanto accaduto.
Qualora da tale approfondimento dovessero emergere criticità, ci aspetteremmo naturalmente che venissero riconosciute e, se del caso, anche delle scuse. Io nella mia vita, quando ho errato, ho sempre chiesto scusa e trovato persone che le hanno accolte con serenità.
Ma c’è dell’altro”.
Cosa?
“Con riferimento agli ambienti ricadenti nell’area oggetto di concessione demaniale in località Sant’Agostino, riteniamo opportuno che gli enti competenti verifichino la piena corrispondenza tra gli utilizzi concretamente in essere e quelli previsti dai relativi titoli.
Non intendiamo formulare alcuna valutazione sulla loro regolarità, che compete esclusivamente alle amministrazioni interessate. Chiediamo semplicemente che ogni eventuale dubbio venga chiarito attraverso una verifica documentale e, qualora tutto risulti pienamente conforme, ne prenderemo naturalmente atto”.
Vuole raccontare altre vicende?
“Nel 2022, nell’ambito di alcuni controlli che interessarono l’area, venne presa in considerazione anche la situazione relativa a una fossa settica. Anche su tale aspetto riteniamo opportuno che gli enti competenti, ove necessario, verifichino documentalmente la situazione autorizzativa dell’opera e la sua conformità alla normativa applicabile. Non intendiamo anticipare alcuna conclusione né formulare contestazioni nei confronti di altri soggetti. Se tutto risulterà regolare, ogni dubbio sarà naturalmente superato”.
Per concludere, ha qualche richiesta da fare alle istituzioni?
“Chiedo ufficialmente ai vertici della Guardia Costiera di verificare, con la massima serenità, la correttezza delle procedure seguite in occasione dell’intervento del 5 agosto, così da fugare qualsiasi dubbio e tutelare, innanzitutto, la stessa credibilità dell’Istituzione, verso la quale nutro profonda stima. In almeno tre delle mie quattro traversate atlantiche ho ricevuto il patrocinio della Guardia Costiera italiana. Nel mio navigare per il mondo ho sempre avuto la certezza di poter contare sul supporto di questo Corpo. Proprio per questo desideriamo continuare ad avere piena fiducia nella Guardia Costiera. Per quanto mi riguarda, quanto accaduto il 5 agosto rende oggi particolarmente importante un chiarimento trasparente e definitivo della vicenda, nell’interesse di tutti e della stessa Istituzione”.
Tolti i sigilli al chiosco della Scogliera: “Questa è vera giustizia” (FOTO E VIDEO)

