CIVITAVECCHIA – Un doppiofondo ricavato nel pianale del semirimorchio, 53 buste sottovuoto di marijuana e 26 panetti di cocaina. Un carico complessivo di oltre 85 chilogrammi di droga, dal valore stimato superiore ai 3 milioni di euro, scoperto al porto di Civitavecchia dalla Guardia di Finanza e dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.
A finire in manette è stato un autotrasportatore di nazionalità bulgara, arrestato con l’accusa di traffico internazionale di sostanze stupefacenti e trasferito nella Casa Circondariale di Civitavecchia, a disposizione della Procura della Repubblica.
L’operazione è scattata durante i controlli sui passeggeri e sui mezzi sbarcati dalla motonave proveniente da Barcellona. A insospettire i finanzieri del Gruppo di Civitavecchia è stato anche l’atteggiamento particolarmente guardingo assunto dal conducente durante la verifica dei documenti.
Gli accertamenti erano stati preceduti dall’analisi dei rischi effettuata dalla Guardia di Finanza, con il supporto informativo del Nucleo di polizia economico-finanziaria di Milano. Gli elementi raccolti hanno spinto i militari ad approfondire il controllo, procedendo allo svuotamento del carico.
La svolta è arrivata con l’impiego delle unità cinofile antidroga del Gruppo di Fiumicino. I cani delle Fiamme Gialle, Ice e Frida, hanno fiutato la presenza dello stupefacente nella parte inferiore del semirimorchio, indirizzando gli investigatori verso il pianale.
Ed è proprio lì che era stato realizzato il nascondiglio: un doppiofondo abilmente ricavato nella struttura del mezzo, all’interno del quale erano state occultate le confezioni di droga.
Nel vano sono state trovate 53 buste sottovuoto contenenti marijuana e 26 panetti di cocaina, per un peso totale superiore agli 85 chili. Secondo una prima stima, il carico avrebbe avuto un valore sul mercato illecito di oltre 3 milioni di euro.
L’intervento è il risultato della collaborazione tra Guardia di Finanza e Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, nell’ambito del dispositivo di controllo permanente attivo nello scalo portuale di Civitavecchia. Un sistema che combina l’analisi dei rischi, le informazioni investigative e l’impiego delle unità cinofile per individuare i carichi sospetti.
Il procedimento si trova attualmente nella fase delle indagini preliminari. Per l’autotrasportatore arrestato vale, pertanto, il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

