Il post apparso sui social e diventato virale
Clamorosa bufala sui social, scatta la denuncia: “Clima avvelenato da ambienti di centrosinistra alla vigilia del voto”
«È vergognoso quanto pubblicato sulla pagina Facebook “Popolo Antifascista”, dove viene diffusa la notizia secondo cui il sindaco di Frosinone sarebbe stato arrestato in relazione a una vicenda riguardante lo sfruttamento dei migranti. Si tratta di una fake news che considero gravemente lesiva della mia persona, della mia dignità e della mia immagine pubblica. Non siamo di fronte a una semplice critica politica, né a un giudizio sull’operato dell’amministrazione o a una legittima contestazione delle mie scelte. Mi viene attribuito un fatto di estrema gravità, con evidenti ripercussioni sulla mia reputazione, sulla mia attività istituzionale e sulla mia famiglia. Ritengo ancora più grave che una simile pubblicazione, condivisa da tantissime persone senza che nessuno abbia verificato la veridicità dei fatti, arrivi proprio in un momento in cui ci si appresta a entrare in una fase politica ed elettorale particolarmente delicata».
Entrando nel merito del contesto politico, Mastrangeli individua l’origine di questo clima di scontro, mettendo in guardia sui rischi che una condotta del genere comporta per il dibattito pubblico e per la città stessa:
«A mio giudizio, quanto accaduto si inserisce in un clima che sembra essere alimentato da ambienti riconducibili al centrosinistra e che rischia di avvelenare il confronto politico prima ancora che questo abbia realmente inizio. Se la campagna elettorale nasce in questo modo, non fa bene a nessuno e, soprattutto, non fa bene alla città di Frosinone. La politica deve essere confronto, anche duro. Sono il primo a essere disponibile a discuter delle mie scelte, dei risultati dell’amministrazione e delle prospettive future della città. Chiunque abbia una posizione diversa dalla mia è libero di esprimerla e di sottoporla al giudizio dei cittadini. Ma esiste una differenza enorme tra la critica politica e l’attribuzione di fatti gravissimi e penalmente rilevanti che non mi riguardano».
L’impatto di questa disinformazione valica la sfera istituzionale per colpire direttamente la dimensiona umana e personale del primo cittadino, che risponde con amarezza al tentativo di delegittimazione:
«Confesso che leggere una falsità così grave sul mio conto mi ha profondamente amareggiato. Non soltanto come sindaco, ma come uomo, come padre e come nonno. Dietro ogni incarico pubblico c’è una persona, ci sono affetti e c’è una famiglia che non può essere trascinata impunemente nel fango della lotta politica. Chi ha costruito e diffuso questa menzogna non ha colpito soltanto il rappresentante di un’istituzione: ha ferito una persona e coinvolto ingiustamente le persone che gli sono accanto. In questi anni ho sempre messo la faccia nelle scelte compiute, anche in quelle più difficili e controverse. Non mi sono mai sottratto alle critiche e non ho mai chiesto sconti. Proprio per questo non posso accettare che, non riuscendo a contrastarmi sul terreno dei fatti e delle idee, qualcuno scelga la strada della menzogna e della delegittimazione personale».
Oltre alla ferma smentita, Mastrangeli annuncia l’intenzione di proseguire la vicenda nelle sedi giudiziarie competenti, senza fermarsi a una replica a mezzo social:
«Per questa ragione – conclude Mastrangeli – non mi limiterò a rispondere sui social. Presenterò denuncia alle autorità competenti, affinché siano accertate le responsabilità e siano adottati, nei confronti di coloro che hanno diffuso contenuti falsi e lesivi, tutti i provvedimenti previsti dalla legge. Ho fiducia nella magistratura e nelle istituzioni e sarà nelle sedi competenti che questa vicenda dovrà essere affrontata. Non intendo, tuttavia, farmi trascinare in una campagna di fango. Continuerò a svolgere il mio ruolo di sindaco con la stessa determinazione di sempre e proseguirò a rispondere ai cittadini con i fatti, con il lavoro e con le scelte amministrative. Ma nessuno pensi che, in nome della battaglia politica, tutto sia consentito».
In conclusione, il sindaco rilancia l’invito a riportare il dibattito sui temi concreti della città, ponendo al contempo una barriera invalicabile a tutela dell’onestà e della legalità:
«A chi vuole confrontarsi con me dico: parliamo di Frosinone, dei suoi problemi e del suo futuro. Confrontiamoci sui programmi, sui risultati e sulle idee. Critichiamo pure, anche duramente, le scelte amministrative. Ma non si diffondano notizie relative ad arresti mai avvenuti. La competizione elettorale deve essere libera, ma deve essere anche corretta e rispettosa della verità. Io continuerò a metterci la faccia, come ho sempre fatto. E su questa vicenda, nelle sedi opportune, farò piena chiarezza e tutelerò me stesso e la mia famiglia con tutti gli strumenti che la legge mette a disposizione».

