A quel punto i funzionari hanno subito avvisato la Procura della Repubblica di Cassino e sono passati all’azione, bloccando e sigillando la cisterna sotterranea in cui era custodito il combustibile fuorilegge. In questo modo si è evitato che il prodotto venisse acquistato e inserito nei serbatoi dai clienti di passaggio.
La vicenda ha avuto pesanti conseguenze anche per il vertice della ditta che gestisce l’impianto. Il rappresentante legale della società, infatti, è stato formalmente denunciato alla Procura di Cassino. Nei suoi confronti l’ipotesi di reato contestata è quella di frode nell’esercizio del commercio, punita dall’articolo 515 del Codice penale.
L’Agenzia delle Dogane ha infine ricordato i pericoli legati all’uso di prodotti non certificati. Un carburante scadente o alterato potrebbe non mostrare difetti evidenti sui veicoli nell’immediato. Tuttavia, se viene utilizzato in modo continuo e prolungato nel tempo, finisce inevitabilmente per rovinare le parti meccaniche del motore e per provocare un forte aumento dei gas nocivi emessi dallo scarico dell’auto.

