Il corpo dell’uomo rinvenuto in via Sofia De Filippi Mariani. Ventiquattr’ore prima era stato medicato al San Paolo dopo un’aggressione ai Mulini. Sul cadavere segni compatibili con percosse recenti. Atti alla Procura, attesa per l’autopsia
CIVITAVECCHIA – Ventiquattr’ore. Tanto è passato tra il pronto soccorso e la morte. In mezzo, il ritorno nel luogo di sempre e una notte che ora gli investigatori devono ricostruire ora per ora.
Il corpo di Paolo S., 43 anni, sui social si faceva chiamare, Paolo Roberto Mugiwara, è stato trovato nella notte in via Sofia De Filippi Mariani, su un muretto che da tempo funziona da punto di ritrovo per persone senza fissa dimora. A intervenire e a verbalizzare il decesso è stata una volante del commissariato.
Sono stati i segni sul corpo a cambiare la natura dell’accertamento. Lesioni compatibili con percosse recenti, che hanno fatto scattare immediatamente gli approfondimenti investigativi e medico-legali. Gli atti sono già stati trasmessi in Procura.
L’aggressione della sera precedente
La sera prima del ritrovamento l’uomo era finito al pronto soccorso dell’ospedale San Paolo. Era stato picchiato nella zona dei Mulini, e sul posto erano intervenuti i Carabinieri.
Secondo quanto emerso finora, i militari avrebbero identificato la persona ritenuta responsabile di quel pestaggio. La vicenda, però, non ha avuto un seguito formale: Paolo S. avrebbe scelto di non sporgere denuncia. Poi il ritorno nella zona che frequentava abitualmente.

Le domande su cui si concentra l’inchiesta
Il punto è stabilire un nesso, se esiste. Le lesioni riscontrate sul cadavere sono le stesse riportate ai Mulini, oppure l’uomo è stato colpito una seconda volta nelle ore successive? E la morte è la conseguenza diretta di quei colpi o vi ha concorso altro?
Sono i quesiti a cui dovrà rispondere l’esame autoptico, decisivo per accertare la causa del decesso e soprattutto per datare le lesioni: è quella datazione a dire se il pestaggio della sera prima abbia avuto un ruolo, e quale.
Nel frattempo Polizia e Carabinieri lavorano sulla ricostruzione delle ultime ore: gli spostamenti, le persone incontrate, quanto accaduto tra la dimissione dall’ospedale e il ritrovamento. Testimonianze ed eventuali immagini delle telecamere della zona possono risultare determinanti.
Un contesto difficile da ricostruire
Paolo S. era un volto conosciuto in città, un uomo che da tempo viveva in condizioni di forte marginalità. Il muretto dove è stato trovato è frequentato abitualmente da persone nella stessa situazione, in un contesto segnato da alcol e sostanze.
È anche per questo che la ricostruzione si annuncia complessa: sono ambienti in cui i riscontri documentali scarseggiano e la memoria dei presenti è spesso frammentaria.
Allo stato non risultano provvedimenti a carico di alcuno. Saranno gli accertamenti della Procura e i risultati medico-legali a chiarire se dietro questa morte ci sia un reato e, in quel caso, di quale natura.

