CIVITAVECCHIA – Tre mesi trascorsi in una tenda, con il mare a pochi passi e nessuna vera protezione contro il freddo e le intemperie.
È la difficile situazione in cui si trova Nedo Pierozzi, cittadino di Civitavecchia che ha trovato un riparo di fortuna allo Scalo Matteuzzi dopo aver lasciato la casa familiare in seguito al divorzio.
La sua storia racconta di emergenza abitativa e delle difficoltà che possono incontrare le persone costrette a ricostruire la propria vita senza una sistemazione stabile. Nel caso di Pierozzi, alla precarietà quotidiana si aggiungono anche problemi di salute e le conseguenze del maltempo che ha colpito il litorale nei giorni scorsi.
Secondo quanto raccontato dall’uomo, dopo la separazione l’abitazione familiare è stata assegnata all’ex moglie e ai due figli. Il giudice gli avrebbe concesso un mese per trovare un’altra sistemazione, ma, non essendo riuscito a individuare un’alternativa, Pierozzi ha finito per organizzare un riparo temporaneo in una tenda.
Una soluzione di fortuna che si è rivelata ancora più fragile con il passaggio della tromba d’aria che ha interessato Civitavecchia. Lo stesso Pierozzi ha riferito che il vento ha strappato e danneggiato la struttura nella quale dormiva, rendendo ancora più complicata una condizione già difficile.
L’uomo dichiara inoltre di essere invalido e di beneficiare del riconoscimento previsto dalla legge 104, elementi che rendono ancora più urgente individuare una sistemazione adeguata alle sue esigenze.
Pierozzi ha raccontato di aver avuto contatti con i servizi sociali e di aver ricevuto anche una proposta di sostegno per trovare un alloggio, senza però arrivare, almeno finora, a una soluzione concreta.
Per ricostruire con precisione il percorso seguito e comprendere quali possibilità di assistenza siano state valutate, resta da acquisire la posizione dell’amministrazione comunale e degli uffici competenti.
Nel frattempo, la quotidianità dell’uomo continua a svolgersi all’aperto, in un contesto che presenta anche evidenti criticità ambientali. Allo Scalo Matteuzzi, infatti, sono presenti vegetazione incolta, bottiglie di plastica, rifiuti e materiali abbandonati, visibili tra la spiaggia e le aree erbose a ridosso del muro.
Un quadro di incuria che si aggiunge alla vicenda personale di Pierozzi e richiama l’attenzione sulle condizioni di una porzione di litorale vicina alle abitazioni.
La richiesta dell’uomo è quella di poter lasciare la tenda e tornare a vivere in un ambiente sicuro, protetto e dignitoso. Dopo tre mesi trascorsi senza una vera casa, la priorità resta trovare una risposta concreta al suo bisogno abitativo.

