Il filmato si apre con un durissimo atto d’accusa contro l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Marco Piendibene, accusato da Carabella di voler regolarizzare una struttura “naturalmente abusiva” dove “centoventi persone pregano cinque volte al giorno con la musica alta in mezzo ai palazzi”
CIVITAVECCHIA – Un blitz clamoroso, destinato a far divampare ulteriori polemiche attorno alla contestata moschea di via dei Granari a Civitavecchia. L’influencer romano Simone Carabella ha pubblicato il video integrale della sua incursione all’interno del centro culturale islamico “Iqrah”, un luogo di culto finito nell’occhio del ciclone per presunte irregolarità urbanistiche e per l’esasperazione dei residenti.
Il filmato si apre con un durissimo atto d’accusa contro l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Marco Piendibene, accusato da Carabella di voler regolarizzare una struttura “naturalmente abusiva” dove “centoventi persone pregano cinque volte al giorno con la musica alta in mezzo ai palazzi”. Accompagnato da un gruppo di cittadine della zona, ormai “esaurite e arrabbiate”, l’influencer ha documentato le condizioni invivibili di chi abita sopra la moschea. «Sfido chiunque a sopravvivere — racconta una residente visibilmente provata —. Tutte le mattine alle 5 mi svegliano con questi canti. Hanno fatto una facciata nuova, abusiva, e lavorano tutta la notte». Le donne riferiscono inoltre di presunte minacce di morte e condizioni igienico-sanitarie precarie, con “animali sgocciolanti di sangue” portati per le scale, portando Carabella a sentenziare: «L’Islam non è una religione, è un dogma politico e sociale che prende tutto in maniera prepotente».
Ma il momento clou del blitz si consuma all’ingresso della moschea. Carabella si presenta davanti ai fedeli musulmani impugnando un panino e sventolando una fetta di mortadella. «Non va bene che io mangi il maiale qui? Io mangio la mortadella. E sapete perché? Io rispetto tutti, ma non rispetto chi non mi rispetta», esclama in modo provocatorio prima di mettersi la mortadella in bocca sotto gli occhi dei presenti. «E voi non rispettate le persone qua! — incalza l’influencer di fronte a un referente del centro islamico, che tenta invano di invitarlo a parlare in inglese —. Non parlo inglese, siamo a Civitavecchia e tu devi parlare italiano per parlare con me! Voglio soltanto farvi rispettare le regole in Italia. E siccome voi non le rispettate, questa moschea scommettiamo che chiude? Questa deve chiudere!».
L’atto di sfida raggiunge l’apice nei minuti finali del video. Sfumato ogni tentativo di dialogo con i fedeli, Carabella si ritrova in strada, di fronte al portone chiuso della moschea, affiancato dai residenti indignati. È qui che mette in atto l’ultima provocazione: fa posizionare uno smartphone davanti al lucchetto e, a tutto volume, fa risuonare l’Inno di Mameli per coprire i canti religiosi. «Ecco l’unica musica che dobbiamo sentire in Italia! — urla Carabella cantando a squarciagola insieme alle residenti —. Questa deve chiudere! E le istituzioni sono assenti, a me non interessa di destra, sinistra, governo o municipio. Se ne fregano!».
Un video esplosivo che promette di riaccendere in modo drammatico lo scontro politico e sociale su una delle vicende più spinose del litorale a nord di Roma.

