L’azione di rottura dell’influencer si innesta esattamente sul filone delle polemiche scoppiate nei giorni scorsi, cavalcando l’onda delle presunte irregolarità amministrative della struttura
CIVITAVECCHIA – Il caso del centro islamico di Civitavecchia si arricchisce di un nuovo, esplosivo capitolo. Dopo le inchieste televisive nazionali e le denunce politiche sui presunti abusi edilizi, la tensione attorno ai locali di via dei Granari sale ulteriormente alle stelle a causa di un blitz messo in atto nelle scorse ore da Simone Carabella. Il noto e divisivo influencer romano si è recato di persona all’interno della struttura che ospita l’associazione “Iqrah”, innescando una plateale e provocatoria protesta a favore di telecamera.
Ad annunciare l’imminente uscita del filmato è stato lo stesso Carabella, che ha pubblicato in rete un’anteprima del suo ultimo “video-denuncia” accompagnata da una didascalia inequivocabile: «Mangio la mortadella nella moschea abusiva di Civitavecchia. Rispetto solo chi mi rispetta».
Nelle brevi ma infuocate sequenze già diffuse sui social network, si vede chiaramente l’influencer all’interno del luogo di culto mentre mangia delle fette di salume, rivolgendosi in modo diretto ai presenti. «Mangiare la mortadella, in Italia, non è reato — attacca Carabella nel video —. Questo è maiale e non c’è problema, l’unico problema qui è che voi non rispettate le regole».
L’azione di rottura dell’influencer si innesta esattamente sul filone delle polemiche scoppiate nei giorni scorsi, cavalcando l’onda delle presunte irregolarità amministrative della struttura. Come denunciato a più riprese dagli esponenti della Lega locale e documentato dalle telecamere del Tg4, i locali utilizzati per le preghiere — al centro di una strutturata raccolta fondi per l’acquisto definitivo da parte della comunità islamica — risulterebbero privi del necessario cambio di destinazione d’uso, configurando di fatto una situazione di totale abusivismo edilizio.
Il blitz a base di mortadella è destinato inevitabilmente a spaccare l’opinione pubblica e a gettare ulteriore benzina sul fuoco delle tensioni sociali che da mesi, tra preghiere in strada e strade bloccate, agitano i residenti del centro storico. Una patata bollente sempre più incandescente e mediatica, di fronte alla quale l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Marco Piendibene continua per il momento a trincerarsi dietro un rigoroso silenzio istituzionale.

