Trevignano Romano – Nel 2016 la veggente Gisella Cardia non consegnò la statua della Madonnina

Indagine iniziata già con il vescovo Romano Rossi, a cui oggi si aggiungono nuovi elementi: messaggi divini, in cielo, sul corpo e sul muro

TREVIGNANO ROMANO – “Non tutto ciò che appartiene al re va detto a tutti”. Liquida così Gisella Cardia,  il cui nome all’anagrafe siciliana è Maria Giuseppa Scarpulla, i chiarimenti richiesti da giornalisti e fedeli in merito alle presunte stimmate presenti sul suo corpo. Non solo visioni mariane,  ma anche lesioni su mani e piedi, di cui la veggente non vuole parlare perché “non di interesse pubblico“.  C’è chi giura di averle viste e addirittura baciate “emanavano un profumo di rose  indescrivibile“, dichiara una fedele ai microfoni di Mattino cinque, e chi ha visto lesioni anche sul costato della donna. Non ne vuole parlare Cardia, ma alla recita del Rosario del 3 marzo 2023  nel grande spazio di Campo le Rose si è presentata in sedia a rotelle e con mani coperte da guanti “non riesco a camminare bene per via della Pasqua” ha dichiarato, lasciando intendere di avere lesioni anche sui piedi che si manifesterebbero proprio nel periodo di quaresima. Oltre a questo, negli avambracci da tempo porterebbe messaggi giunti dal cielo e manifestati attraverso emografie, scritture a sangue, con parole come “amore“, “maria santissima” “fidati“, che secondo la testimonianza di un ex seguace della veggente,  comparirebbero sempre dopo una breve pausa per andare in bagno, effettuata durante gli incontri di preghiera.

E ancora messaggi anche sul muro di casa, scritte incise (sembrerebbe con un coltellino) in aramaico antico che la donna ha mostrato all’inviata della trasmissione.

Tanti e diversi elementi su cui dovrà lavorare la Commissione d’inchiesta richiesta dal vescovo per rimettere ordine e  stabilire se siamo veramente di fronte al divino o a semplice suggestione, sempre che Gisella Cardia o meglio Maria Giuseppa Scarpulla, consegni la statuetta della Madonna trasudante sangue, alla curia, cosa che nel 2016, con il vescovo Romano Rossi, che aveva già avviato un’indagine,  si rifiutò di fare.

b.f.