Bruxelles – Lollobrigida “Presentiamo la candidatura di Maurizio Martina (Partito democratico) come possibile direttore generale della FAO”

BRUXELLES – Dal Consiglio Agrifish di Bruxelles arriva la mossa ufficiale dell’Italia: Maurizio Martina è il candidato per la direzione generale dell’agenzia ONU. Una scelta che punta sulla continuità e sul prestigio internazionale, oltre i colori politici.

L’Italia rivendica un ruolo guida nella sicurezza alimentare mondiale. A margine del Consiglio Agrifish a Bruxelles, il Ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, Francesco Lollobrigida, ha annunciato ufficialmente la presentazione della candidatura di Maurizio Martina come prossimo Direttore Generale della FAO (Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura).

“Chiederemo una posizione unitaria dell’Europa”, ha dichiarato Lollobrigida, sottolineando come Martina abbia rappresentato con autorevolezza l’Italia nel suo ruolo di vicedirettore negli ultimi anni. Una scelta, quella del governo Meloni, che il Ministro ha definito di sistema: “Lo abbiamo sostenuto nonostante una storia politica differente dalla nostra. L’Italia merita di guidare un’agenzia così rilevante che, tra l’altro, ha sede proprio a Roma”.

Chi è Maurizio Martina: un curriculum tra istituzioni ed emergenza alimentare

La candidatura di Martina non è casuale, ma poggia su un solido percorso istituzionale che lo ha visto protagonista della politica agricola italiana per quasi un decennio prima di approdare ai vertici internazionali.

  • L’ascesa politica: Classe 1978, bergamasco, Martina è stato una figura chiave del Partito Democratico (di cui è stato anche Segretario nazionale).

  • Il Ministero e l’Expo 2015: La sua impronta più profonda risale al periodo 2014-2018, quando ha ricoperto il ruolo di Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali nei governi Renzi e Gentiloni. In quegli anni è stato il “volto” dell’Italia per Expo Milano 2015, l’esposizione universale dedicata proprio al tema “Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita”, che ha portato alla firma della Carta di Milano.
  • L’approdo alla FAO: Nel 2021 è stato nominato Vicedirettore Generale della FAO. In questo ruolo ha gestito dossier delicatissimi legati alla crisi alimentare globale innescata dal conflitto in Ucraina e al cambiamento climatico, consolidando rapporti con i governi di tutto il mondo.

Pac e Risorse: “Recuperati 10 miliardi”

Oltre alla partita FAO, Lollobrigida ha rivendicato i risultati ottenuti sulla Politica Agricola Comune (PAC). Secondo il Ministro, l’impegno del governo ha permesso di “riportare a casa” 10 miliardi di euro rispetto alla proposta iniziale della Commissione Europea, garantendo un miliardo in più rispetto al settennato precedente. Risorse che Lollobrigida ritiene “adeguate e vitali” per la tenuta del comparto agricolo nazionale.

La difesa del vino contro gli “eccessi ideologici”

Infine, un passaggio netto è stato dedicato al settore vitivinicolo, pilastro dell’export italiano (secondo solo alla Francia). Lollobrigida ha criticato quelli che ha definito “eccessi ideologici” di Bruxelles, che avrebbero tentato di tagliare i finanziamenti al settore associandolo a rischi per la salute senza distinguere tra abuso e consumo moderato.

“Il vino va bevuto con equilibrio, ma non rinunceremo al suo valore in termini di storia, identità e cultura”, ha concluso il Ministro, ribadendo che la tutela del settore è, prima di tutto, una questione di identità economica e ambientale per l’Italia.