Gusto – Cantina Vallepicciola: identità toscana e visione internazionale nel cuore del Chianti Classico

VERONA – Nei quattro giorni di Vinitaly, vissuti appieno, siamo andati alla ricerca di certezze e nuove scoperte. L’obiettivo era chiaro: riscoprire denominazioni storiche e lasciarci sorprendere da realtà a noi sconosciute.

Nel padiglione della Toscana (terra che rappresenta già di per sé una garanzia) siamo rimasti profondamente colpiti da Vallepicciola, una cantina capace di coniugare perfettamente entrambe le anime della nostra ricerca.

Siamo a Castelnuovo Berardenga, nella sottozona Vagliagli secondo la nuova classificazione delle UGA del Chianti Classico, nella parte più occidentale della denominazione. Qui si estende la proprietà: 275 ettari complessivi, di cui 107 vitati, suddivisi in 12 parcelle contigue. Sei varietà coltivate, per una produzione annuale di circa 500mila bottiglie distribuite su 15 etichette.

La realtà si completa con una proposta enoturistica di alto livello: l’Hotel Le Fontanelle (5 stelle), l’Hotel Club House (5 stelle lusso) e due ristoranti, di cui uno stellato. Il wine bar interno alla cantina è aperto sette giorni su sette, accogliendo appassionati e curiosi per degustazioni e visite.

La storia dell’azienda

Alla fine degli anni Novanta, la famiglia Bolfo ha deciso di ridare vita alle rovine di un antico convento nella campagna di Pievasciata, piccolo borgo nel comune di Castelnuovo Berardenga (Siena). Proprio dai vigneti di questo monastero, oggi trasformato nel prestigioso Hotel Le Fontanelle, prende forma il progetto Vallepicciola.

In questa terra trovano spazio Sangiovese, Pinot Nero, Merlot, Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc e Chardonnay. La scelta aziendale è chiara: valorizzare, dove possibile, le vinificazioni in purezza. Una direzione che, anche secondo il nostro gusto, rappresenta un elemento distintivo e coerente che indica una maggior sicurezza e qualità.

Le impressioni da Vinitaly

Vallepicciola è un’azienda a conduzione familiare e questo emerge fin dal primo approccio allo stand. L’accoglienza è autentica e mai costruita.

Al centro di tutto c’è il Sangiovese, vitigno principe interpretato in diverse declinazioni: Chianti Classico, Riserva, Gran Selezione e persino in chiave Supertuscan. Una scelta che racconta una visione precisa: partire dalla tradizione per costruire un linguaggio contemporaneo.

A questo si affianca un altro elemento fondamentale: l’ospitalità toscana che si esprime con naturalezza anche tra i banchi della fiera e che ritroveremo sicuramente anche in futuro durante una visita in cantina.

 

Un riconoscimento importante

Nel novembre 2024, Vallepicciola entra per la prima volta nella Top 100 di Wine Spectator, conquistando il 37esimo  posto con il Chianti Classico 2021.

“Questo risultato rappresenta una pietra miliare per Vallepicciola e per il Chianti Classico – ha dichiarato Alessandro Cellai -. Siamo un’azienda giovane, ma con dedizione, visione e rispetto per il territorio abbiamo dimostrato che è possibile raggiungere traguardi ambiziosi”.

Il vino, valutato 92/100, è stato descritto così: “I delicati accenti di rovere nuovo arricchiscono i sapori di ciliegia, mora, ferro e catrame. Vibrante e denso, con un finale fresco ed energico, mostra un equilibrio eccellente”.

I vini degustati al Vinitaly

Perlinetto Rosé (100% Pinot Nero). Metodo classico, dosaggio zero. Fresco, croccante, diretto: una bollicina sorprendente per territorialità e precisione.

Vallepicciola Bianco (100% Chardonnay). Tra gli assaggi, secondo il nostro gusto personale, più convincenti. Il legno è ben integrato e dona profondità senza coprire il frutto. Equilibrato e gastronomico.

Pievasciata Pinot Nero (100% Pinot Nero). Annata 2023. Frutto vivo, acidità ben definita e grande bevibilità. Interessante anche in prospettiva evolutiva.

 

Boscobruno (100% Pinot Nero). Eleganza varietale e carattere territoriale si fondono in un equilibrio riuscito. Raffinato ma con una nota “rustica” che lo rende identitario.

Chianti Classico (100% Sangiovese). Uno degli assaggi più riusciti. Struttura, freschezza e aromaticità convivono in un vino che va ben oltre il concetto di “entry level”.

Chianti Classico Riserva (100% Sangiovese). Annata 2022. Elegante, equilibrato, già godibile ma con buon margine evolutivo.

Chianti Classico Gran Selezione Vigneto “Lapina” (100% Sangiovese). Vigneto singolo. Profondo, complesso, con note di tabacco, cuoio e una trama aromatica ampia e avvolgente.

Vallepicciola Rosso (100% Sangiovese). Un Supertuscan “identitario”. Grande struttura e potenziale di invecchiamento, ma già appagante oggi.

Mordese (100% Cabernet Franc). Vinificazione in cemento e barrique. Non scontato nel contesto del Chianti Classico. Potente, con una bocca ampia e decisa.

Miglioré (Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Merlot). Taglio bordolese in terra toscana. Avvolgente, strutturato, con grande prospettiva nel tempo.