Il coordinatore De Angelis (Noi Moderati Civitavecchia) esalta le doti da “risanatrice” della Senatrice. Ma il centrodestra locale teme il pugno di ferro?
SANTA MARINELLA – Non è una candidatura, è un’OPA (Offerta Pubblica di Acquisto) politica. L’ufficializzazione di Mariarosaria Rossi a pretendente per la poltrona di Sindaco di Santa Marinella somiglia sempre più a un’operazione di “bonifica” calata dall’alto, che sta lasciando il resto della coalizione di centrodestra stordito, se non proprio irritato.
A gettare benzina sul fuoco delle interpretazioni è Gian Piero De Angelis (Noi Moderati), che nel tessere le lodi della Senatrice usa parole che suonano come un programma di governo draconiano.
De Angelis non gira intorno al punto: ricorda a tutti che la Rossi è stata la “tesoriera” di Silvio Berlusconi, quella capace di tagliare i debiti di Forza Italia da 12 a 3,5 milioni di euro in un amen. Un messaggio rassicurante? Forse per le casse comunali, ma inquietante per chi, nella politica locale, è abituato alle larghe maglie della gestione territoriale.
L’idea che arrivi una “manager del rigore”, esperta tra l’altro in tutela del credito e servizi alle imprese, fa presagire un cambio di passo che potrebbe non piacere a tutti. Santa Marinella viene trattata come un’azienda in crisi da risanare?
Il comunicato di Noi Moderati insiste sulla “capacità di mediazione” e sul “saper tenere insieme visioni differenti”. Un’affermazione che cozza clamorosamente con la realtà dei fatti: ad oggi, la candidatura Rossi ha prodotto l’effetto opposto, spaccando il fronte del centrodestra. Mentre Fratelli d’Italia accoglie la “Senatrice” con un entusiasmo quasi sospetto, il silenzio di Forza Italia fa rumore di vetri infranti. Vedere la “fedelissima” del Cavaliere correre sotto altre insegne (Noi Moderati e FdI) è uno schiaffo che i vertici azzurri locali difficilmente digeriranno senza chiedere un prezzo altissimo.
“Santa Marinella non può permettersi esperimenti”, dicono i suoi sostenitori. Tradotto: arriva chi sa davvero come si comanda. Ma la domanda resta: la città è pronta a farsi guidare da una figura che ha passato la vita nelle stanze dei bottoni di Roma e Arcore? L’asse FdI-Noi Moderati ha lanciato la sfida, ma il rischio è che, a forza di voler “unire con autorevolezza”, si finisca per governare sulle macerie di una coalizione che – per ora – sembra aver perso la parola.

