SANTA MARINELLA – “Ci sono scelte amministrative che una città non dimentica, perché incidono sulla vita quotidiana delle persone e sul rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni. La Limonaia, la Terrazza Giuliani e la pista ciclabile di Via delle Colonie rappresentano, per me, tre esempi chiari di errori che Santa Marinella non può più permettersi”. Lo fa sapere il candidato sindaco Damiano Gasparri.
“Lo dico con grande chiarezza: si tratta di interventi che, i cittadini non volevano e non hanno mai davvero condiviso – prosegue Gasparri -. E questo è già il primo problema, perché governare significa prima di tutto ascoltare.
Penso alla Terrazza Giuliani, dove si è arrivati perfino a ipotizzare una demolizione senza che fosse stato costruito prima un percorso serio, senza aver acquisito tutti i permessi necessari e senza aver chiarito fino in fondo quale sarebbe stato il risultato finale. Questo non è il modo di amministrare una città, ma il modo di creare incertezza, tensione e sfiducia.
Penso alla Limonaia, un intervento che avrebbe potuto rappresentare un valore, ma che è stato affrontato senza rispondere alle domande più semplici: chi se ne sarebbe occupato? quale gestione? che fine avrebbero fatto i limoni? Quando mancano queste risposte, il rischio è quello di realizzare contenitori vuoti, senza una funzione reale e senza una prospettiva concreta.
E poi c’è la pista ciclabile di Via delle Colonie, che per come è stata realizzata rappresenta un esempio evidente di spreco di risorse. Una pista isolata, scollegata da una rete, che non risponde a un’esigenza reale di mobilità e che, al contrario, ha sottratto parcheggi ai cittadini, creando disagi quotidiani senza offrire un beneficio proporzionato. La mobilità sostenibile è una cosa seria, ma deve essere utile, funzionale e pensata dentro un sistema, non calata dall’alto.
In tutti questi casi emerge lo stesso errore di fondo: la mancanza di metodo.
Credo che sia necessario ripartire da un principio molto semplice, che dovrebbe essere alla base di qualsiasi amministrazione: prima si ascolta, poi si programma, quindi si progetta e solo alla fine si realizza.
Questo significa fare opere che servono davvero, che sono integrate nel contesto urbano, che rispondono ai bisogni dei cittadini e che hanno una gestione chiara. Significa evitare interventi ‘a spot’ e costruire invece una visione organica della città, dove ogni scelta è collegata alle altre.
Anche sul tema della mobilità la differenza è netta. Non sono contrario alle piste ciclabili, né alla mobilità sostenibile, anzi. Ma devono essere utili, collegate, inserite in una rete vera, capace di migliorare la qualità della vita e di diventare anche un’opportunità per il turismo e per lo sviluppo del territorio.
Allo stesso modo, ogni spazio pubblico deve avere una funzione precisa, una gestione definita e un’identità chiara. Non basta costruire, bisogna far vivere ciò che si realizza.
Santa Marinella non ha bisogno di altre improvvisazioni, ma di serietà, metodo e rispetto. Perché alla fine il problema non è fare opere. Il problema è farle bene”.

