Vitorchiano – La scuola nella cava, 5milioni del PNRR per una cattedrale di polvere e silenzio

L’amministrazione lancia un polo didattico sovradimensionato a due passi dall’area estrattiva Bassomonte. Marotta (Regione Lazio) interroga Rocca: «Salute dei bimbi a rischio tra rumori e vibrazioni». La strada passa a pochi metri dalle finestre

Vitorchiano è celebre per essere il “borgo sospeso” sulla rupe di peperino. Ma oggi, a rimanere sospesa, è soprattutto la logica amministrativa.

In un’epoca in cui ogni centesimo del PNRR (Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza) dovrebbe essere pesato con il bilancino della sostenibilità e dell’utilità futura, il Comune ha deciso di tentare il colpo grosso: un mega polo scolastico da cinque milioni di euro.

Un’opera imponente, ambiziosa, quasi titanica per una realtà locale che, come gran parte dell’Italia centrale, deve fare i conti con la denatalità. Eppure, il progetto va avanti: una “cattedrale nel deserto” progettata per accogliere circa 220 bambini. Il problema? È che i bambini non ci sono, o meglio, non sono così tanti da giustificare una struttura di tali proporzioni. Ma il vero “colpo di genio” non risiede solo nel sovradimensionamento, bensì nella scelta del luogo: un’area che per anni è rimasta giustamente inedificata e che oggi si scopre essere il vicino di casa scomodo di una cava di peperino in piena espansione.

La vicenda ha i contorni di un’allucinazione burocratica. Grazie alla Missione 4 del PNRR (Istruzione e Ricerca), l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Grassotti ha ottenuto un finanziamento monstre. L’idea di base sembra nobile: potenziare i servizi per l’infanzia. Tuttavia, scavando oltre la superficie dei comunicati entusiastici, emerge un quadro di superficialità pianificatoria che lascia interdetti.

Capienza irreale: 220 posti per l’infanzia sono una cifra che mal si concilia con i dati anagrafici attuali e le proiezioni future. Il rischio concreto è quello di inaugurare aule bellissime che resteranno popolate solo da eco e polvere.

Accesso agli atti negato (o quasi): da tempo si attendono risposte ufficiali su documenti che dovrebbero essere trasparenti. Cosa si nasconde dietro i ritmi serrati di questo cantiere?

Mentre si attendono i chiarimenti burocratici, è esploso il caso ambientale. Il nuovo polo scolastico sta sorgendo in località Bassomonte, a ridosso della Strada Provinciale 151 (ex Ortana).

Un’area che non è esattamente un idillio bucolico: il terreno confina infatti con la Cava Bassomonte (ex Santafiora S.r.l.), un sito estrattivo di peperino che non solo è operativo, ma che risulterebbe in fase di ampliamento proprio in direzione della nuova scuola.

281

Qui la vicenda smette di essere “solo” uno spreco di soldi pubblici e diventa una questione di salute pubblica e buonsenso.

“Come si può pensare di collocare una scuola per la prima infanzia – dove i bambini dovrebbero respirare aria pulita e crescere nel silenzio – a pochi metri da un’area dove si frantuma roccia, si sollevano polveri sottili e transitano costantemente mezzi pesanti?”

La domanda non è più solo dei residenti o dei blogger più attenti, ma è arrivata ufficialmente sui tavoli della Regione Lazio.

Il consigliere regionale Claudio Marotta ha depositato un’interrogazione urgente a risposta scritta (la n. 281 del 15 aprile 2026) indirizzata al Presidente Francesco Rocca. Il testo è un atto d’accusa tecnico e politico che mette a nudo tutte le fragilità dell’operazione Vitorchiano.

Marotta solleva questioni che l’amministrazione comunale sembra aver rimosso con un colpo di spugna:

Incompatibilità Ambientale: L’attività estrattiva produce polveri, rumori e vibrazioni che sono l’esatto opposto di ciò che serve a un asilo nido o a una scuola materna.

Sicurezza Stradale: La vicinanza alla S.P. 151, già gravata dal traffico pesante della cava, rende l’accesso alla scuola un terno al lotto per la sicurezza dei genitori e dei piccoli.

Valutazioni Sanitarie: Esistono studi sugli effetti cumulativi di inquinamento acustico e atmosferico in quel punto specifico? Se esistono, perché non sono stati discussi pubblicamente?

Il consigliere chiede alla Regione di verificare se siano state rilasciate autorizzazioni per l’ampliamento della cava in contiguità con la scuola e, soprattutto, se non sia il caso di sospendere ogni autorizzazione in attesa di approfondimenti tecnici che garantiscano la tutela dei minori.

La sensazione è quella di un’amministrazione che ha inseguito i fondi PNRR come un naufrago insegue una scialuppa, senza però guardare dove la scialuppa fosse diretta. Si è scelto il terreno più “facile” o disponibile, ignorando consapevolmente i vincoli di realtà rappresentati dalla cava e dalla viabilità provinciale.

Realizzare una cattedrale nel deserto è un peccato di superbia amministrativa; realizzarla in un’area industriale o estrattiva è un errore che rischia di ricadere sulle spalle (e sui polmoni) delle future generazioni. Mentre il cantiere procede e i milioni vengono spesi, restano i dubbi di una cittadinanza che si chiede se, alla fine, quella scuola non diventerà il monumento funebre alla logica urbanistica.

Vitorchiano merita servizi moderni, ma i bambini meritano di studiare lontano dal frastuono delle mine e dalle nuvole di polvere di peperino. La palla passa ora alla Regione e alla magistratura contabile, perché cinque milioni di euro dei cittadini non possono finire… in una cava.