Nel cuore turistico di San Pellegrino, a due passi da Palazzo dei Papi, il volontariato supplisce alle mancanze delle istituzioni. Ma la burocrazia blocca tutto: “Dal Comune mai avuti neanche un paio di guanti”
VITERBO – A due passi dal Colle del Duomo e dalla maestosità del Palazzo dei Papi. A pochi metri dagli scorci da cartolina di Piazza della Morte e di Piazza del Gesù, nel pieno di San Pellegrino, il quartiere medievale più amato dai turisti. È qui, nel salotto buono e storico della città, che va in scena uno dei paradossi più amari nel rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione.
Il protagonista è Palazzo di Vico, antica e importante dimora storica oggi destinata ad alloggi popolari. Un edificio che, invece di essere un fiore all’occhiello, si è trasformato negli anni in un ricettacolo di incuria: sporcizia ai piani bassi, verde pubblico lasciato crescere a dismisura e rifiuti accumulati. Una situazione non solo indecorosa per i turisti, ma potenzialmente pericolosa dal punto di vista igienico-sanitario per i residenti stessi, costretti a convivere con il rischio di topi attratti dall’immondizia.
A rendere l’immagine ancora più stridente è il confronto con l’altro lato della strada: proprio di fronte si staglia l’ex ospedale, un enorme complesso abbandonato per cui, fortunatamente, la Regione sta mettendo in campo milioni di euro per il recupero. Per Palazzo di Vico, invece, l’unico intervento concreto da molto tempo a questa parte è arrivato dal basso. Dai cittadini.
Il lavoro dei volontari e la doccia fredda
Armati di buona volontà, i volontari dell’associazione Viterbo Clean Up nei giorni scorsi si sono rimboccati le maniche e hanno ripulito l’area antistante il palazzo, rimuovendo i rifiuti e tagliando la vegetazione infestante. Hanno fatto, in totale buona fede e a titolo gratuito, ciò che molti cittadini avrebbero voluto fare e che le istituzioni non riuscivano a garantire.
La ricompensa per questo gesto di amore verso la città? Una diffida ufficiale dal Settore Ambiente del Comune di Viterbo.
Un atto amministrativo che, di fatto, ha costretto l’associazione – attiva sul territorio da ben 11 anni – a sospendere temporaneamente tutte le attività di raccolta volontaria nel capoluogo. Nel loro comunicato, i volontari non cercano scuse e, con grande onestà, ammettono di aver commesso “degli errori” e di “non aver sempre agito nel modo corretto”. Un mea culpa che sa tanto di ingenuità burocratica: probabilmente l’eccesso di zelo li ha portati a intervenire senza attendere tutte le necessarie (e lente) autorizzazioni formali o senza i rigidi protocolli previsti per lo smaltimento su suolo pubblico.
Il paradosso del volontariato
La rigidità delle regole, sacrosanta sulla carta, si scontra però con la realtà dei fatti e lascia l’amaro in bocca. “Non possiamo nascondere la nostra sorpresa e amarezza – scrive Viterbo Clean Up – per una diffida proveniente da un settore che, in tutti questi anni, non ha mai fornito nemmeno strumenti minimi, come un paio di guanti, a supporto di un lavoro svolto interamente a titolo volontario”.
L’associazione chiede ora all’amministrazione l’apertura di un confronto costruttivo e lancia un appello affinché la vicenda non venga strumentalizzata politicamente. Il loro desiderio è semplice: regole chiare che permettano di tornare ad aiutare la comunità.
“Chiediamo che nessuno strumentalizzi le nostre parole per fini politici o di altra natura, poiché siamo abituati a confrontarci direttamente e in modo trasparente con le persone realmente interessate. Il nostro obiettivo resta quello di mantenere un dialogo serio e costruttivo, lontano da interpretazioni o utilizzi che possano alterare il senso delle nostre posizioni”.
Nel frattempo, Viterbo Clean Up continuerà a operare nel resto della provincia. Ma nel capoluogo le ramazze restano ferme. E Palazzo di Vico, ripulito per qualche giorno dai cittadini, torna a sperare di non essere dimenticato di nuovo da chi lo amministra e lo osserva giornalmente passando sotto i suoi meravigliosi, ma dimenticati, dettagli storici e architettonici.

