Quando il bombardamento distrusse Civitavecchia: il ricordo di un ingegnere di 107 anni

CIVITAVECCHIA – Tra i tanti ricordi custoditi da Sebastiano Maccioni, ingegnere nato nel 1918 e testimone di oltre un secolo di storia italiana, ce n’è uno che riguarda direttamente Civitavecchia. Un ricordo drammatico, legato alla Seconda guerra mondiale e a uno dei momenti più tragici vissuti dalla città portuale.

Maccioni, oggi 107enne e residente a Nuoro, ha raccontato la propria vita in una lunga intervista al Corriere della Sera. Tra gli episodi più intensi emerge proprio quello vissuto durante il conflitto.

Il bombardamento che rase al suolo la città

Durante la guerra, il giovane Maccioni era stato arruolato e si trovava a Civitavecchia in attesa di rientrare in Sardegna. In quei giorni la città, importante porto strategico sul Tirreno, fu colpita da un devastante bombardamento.

“A Civitavecchia, in attesa di rientrare in Sardegna, ci fu il bombardamento che rase al suolo la città e il porto”, ricorda l’ingegnere.

Nel caos dell’attacco aereo, Maccioni cercò riparo insieme a un soldato che si trovava accanto a lui. Gli gridò di correre sotto alcune travi per mettersi al riparo dalle esplosioni e dal crollo degli edifici.

Il commilitone però rispose con fatalismo: non avrebbe fatto differenza nascondersi lì o altrove.

Una scelta che salvò una vita

Quella decisione segnò il destino dei due uomini. Il soldato rimase esposto e morì sotto le macerie del bombardamento. Maccioni invece riuscì a salvarsi senza riportare ferite.

“Quel poveretto è morto sotto le macerie, io mi salvai senza un graffio”», racconta oggi con lucidità.

È uno dei tanti episodi che dimostrano quanto la storia del Novecento sia stata spesso decisa da attimi, scelte improvvise e una dose imprevedibile di fortuna.

Un secolo di storia attraversato in prima persona

Dopo la guerra, Maccioni si laureò prima in matematica e poi in ingegneria, iniziando una lunga carriera professionale e accademica. Nel corso della sua vita ha assistito a trasformazioni enormi: dall’Italia rurale senza elettricità alla modernità tecnologica.

Tra le scoperte che più lo hanno affascinato cita proprio l’arrivo della corrente elettrica nelle case, un cambiamento che da ragazzo gli sembrò quasi miracoloso.

Oggi, a oltre cent’anni, continua a leggere quotidiani e libri di astrofisica, interessandosi perfino ai buchi neri.

Ma tra i tanti ricordi accumulati in più di un secolo di vita, quello del bombardamento di Civitavecchia resta uno dei più vividi: la memoria di un momento in cui, nel pieno della guerra, il destino di due uomini si decise in pochi secondi.