ROMA – I Finanzieri del Comando Provinciale di Roma, coordinati dalla Procura della Repubblica di Roma – Direzione Distrettuale Antimafia, stanno dando esecuzione a un’ordinanza emessa dal Tribunale di Roma – Ufficio del Giudice per le Indagini Preliminari, con la quale è stata disposta la misura cautelare della custodia in carcere nei confronti di due soggetti, gravemente indiziati, a vario titolo, dei reati di usura ed estorsione aggravati dal metodo mafioso.
“Le indagini, condotte dalle unità specializzate del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Roma – fanno sapere dalla Guardia di Finanza -, hanno consentito di delineare l’operatività di una struttura criminale di matrice ‘ndranghetistica, attiva nella Capitale e dedita alla concessione di prestiti usurari in danno di imprenditori e professionisti.
I finanziamenti venivano erogati con l’applicazione di tassi di interesse annui anche superiori al 300% e, ove necessario, con il ricorso a modalità intimidatorie peculiari delle organizzazioni mafiose”.
Dalle evidenze emerse nel corso delle attività, i due arrestati – imprenditori originari della Calabria – avrebbero operato in collegamento con la cosiddetta “Confederazione cosentina”, un’alleanza criminale di stampo ‘ndranghetista che unifica diversi clan operativi nella provincia di Cosenza sotto un’unica struttura di vertice, gestendo risorse riconducibili a più articolazioni familiari.
Agli indagati è inoltre contestato l’esercizio abusivo dell’attività creditizia, in relazione all’erogazione di finanziamenti di rilevante entità, ammontanti a oltre 3 milioni di euro, a favore di circa 25 soggetti.
“Nel corso delle attività operative, le Fiamme Gialle hanno sequestrato 300mila euro in contanti, pronti per essere consegnati quale prestito usurario – fa sapere ancora la Guardia di Finanza-, nonché due fucili automatici, due pistole semiautomatiche dotate di silenziatore e un ingente quantitativo di munizioni.
Contestualmente, con il supporto esecutivo di personale della Guardia di Finanza e Polizia di Stato alla sede di Cosenza, è stato eseguito un decreto di perquisizione e sequestro nei confronti degli indagati destinatari della misura e di altri tre soggetti coinvolti nelle attività investigative.
L’operazione si inquadra nella più ampia azione della Guardia di Finanza per il contrasto alla criminalità organizzata e alle infiltrazioni nel tessuto economico legale, a tutela della trasparenza del mercato e per la prevenzione di reati odiosi come l’usura e l’estorsione.
Si evidenzia che il provvedimento cautelare è stato adottato nella fase delle indagini preliminari e che, allo stato delle attuali acquisizioni probatorie e in attesa di giudizio definitivo, nei confronti degli indagati vige la presunzione di non colpevolezza”.

