In tanti, amministrazione compresa, hanno detto addio al compianto ex sindaco e storico presidente della Cantina Sociale
MONTEFIASCONE – Una Basilica di San Flaviano gremita, in un silenzio carico di emozione, ha accompagnato questa mattina l’ultimo saluto a Mario Trapè. Centinaia di cittadini, insieme alle istituzioni e al mondo agricolo locale, si sono stretti attorno alla famiglia per rendere omaggio a una delle figure più rappresentative della storia recente di Montefiascone.
Presenti, tra gli altri, la sindaca Giulia De Santis e il consigliere regionale Enrico Panunzi, a testimonianza di un legame profondo tra Trapè e le istituzioni del territorio. Accanto a loro, tanti amici, collaboratori e semplici cittadini che nel corso degli anni hanno condiviso con lui percorsi personali e professionali.
Proprio la sindaca ha voluto ricordarlo con parole cariche di emozione: «Pochi giorni fa ci siamo incontrati, sorrideva e vederlo fino all’ultimo così impegnato per il territorio mi ha riempito il cuore. Addio Mario e grazie per quello che hai fatto per la nostra Montefiascone. Alla famiglia il mio abbraccio e il pensiero più sincero».
Durante la celebrazione, più volte è emerso il tratto distintivo della sua figura: l’impegno costante verso la comunità. «Mario, un cittadino che ha dato tanto e ha lasciato tantissimo a Montefiascone. Siamo qui in centinaia per ricordarlo e salutarlo», è stato ricordato nel corso dell’omelia, in una chiesa colma ben oltre la capienza.
Un pensiero particolare è arrivato anche da monsignor Fabio Fabene, arcivescovo titolare di Montefiascone, che in un messaggio scritto ha voluto ricordare Trapè come «sempre disponibile, un grande ascoltatore e amico dei lavoratori della terra», sottolineando anche il suo ruolo nel radicamento della Democrazia Cristiana nel territorio.
Parole intense anche da parte dell’officiante della celebrazione, che ha invitato la comunità a riflettere sull’eredità lasciata da Trapè: «Ha donato la sua vita e la sua energia per cercare di fare del bene alla sua comunità. Siamo dinnanzi a una società che si sgretola, per questo dobbiamo ricordare Mario, il suo impegno. Dobbiamo domandarci: quanto amore abbiamo per la nostra comunità e per farla prosperare?».
Un messaggio che ha trovato eco tra i presenti, molti dei quali visibilmente commossi. «Mario ci ha sempre provato a mettere del suo tempo, mettendo la sua vita al servizio dell’altro», è stato ancora ricordato durante la funzione.
Al termine della cerimonia, l’abbraccio della città si è stretto attorno alla famiglia: la moglie Ivana e i figli Stefano e Francesca, accompagnati in questo momento di dolore da una comunità che ha voluto testimoniare con forza la propria vicinanza.
Con la scomparsa di Mario Trapè, Montefiascone perde una figura che, nel bene e nel dibattito che ha accompagnato la sua lunga attività, ha saputo lasciare un segno profondo nella vita pubblica, politica e agricola del territorio.


