L’uomo è atterrato nel pomeriggio di ieri all’aeroporto di Fiumicino, scortato dal personale del FAST Italia (Fugitive Active Search Team)
ROMA – Si è conclusa con il rientro in Italia di Antonio Gala una complessa operazione internazionale che ha visto impegnate le autorità italiane e spagnole nella cattura di uno dei latitanti inseriti nella lista dei ricercati più pericolosi.
L’uomo è atterrato nel pomeriggio di ieri all’aeroporto di Fiumicino, scortato dal personale del FAST Italia (Fugitive Active Search Team) e dell’unità I-CAN del Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia (SCIP). Gala era stato arrestato lo scorso 30 marzo a Marbella, in Spagna, al termine di un’attività investigativa sviluppata su scala transnazionale.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la sua vicenda giudiziaria si è consolidata nel 2024 con l’esecuzione di un provvedimento emesso dalla Procura Generale della Repubblica di Napoli, che ha disposto una condanna definitiva a 18 anni di reclusione. L’uomo è stato ritenuto responsabile di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, aggravata dal metodo mafioso, per avere promosso un’organizzazione dedita all’importazione, alla detenzione e alla commercializzazione di ingenti quantitativi di hashish e cocaina.
Le ricerche, tuttavia, erano iniziate già l’anno precedente. Gala si era infatti sottratto all’esecuzione di un procedimento della Direzione distrettuale antimafia di Napoli ed era contemporaneamente finito al centro dell’operazione “Fei Chien”, condotta dal GICO del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Roma e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia e antiterrorismo della Procura di Roma.
Nel corso delle indagini sarebbe emerso come il latitante, trasferitosi a Marbella, ricoprisse un ruolo strategico all’interno dell’organizzazione criminale, gestendo e coordinando i traffici internazionali di droga tra la Spagna e l’Italia.
Un contributo determinante alle investigazioni sarebbe arrivato dall’analisi delle comunicazioni criptate effettuate attraverso la piattaforma SKY-ECC. Secondo gli investigatori, nelle conversazioni intercettate Gala si sarebbe definito egli stesso “latitante” e avrebbe curato l’intera filiera logistica per l’approvvigionamento e il trasporto degli stupefacenti fino alla consegna ai destinatari finali.
Per quanto riguarda il procedimento coordinato dalla Procura di Roma, resta comunque valido il principio della presunzione di innocenza fino all’eventuale sentenza definitiva.
La localizzazione e la successiva cattura sono state possibili grazie alla stretta collaborazione tra il FAST Italia e il corrispondente team spagnolo, con il supporto dell’unità I-CAN (Interpol Cooperation Against Ndrangheta), struttura internazionale specializzata nel contrasto alle organizzazioni criminali transnazionali.
L’operazione rappresenta un ulteriore risultato della cooperazione tra le forze di polizia europee nella lotta alla criminalità organizzata e al narcotraffico. Il rientro di Gala in Italia segna infatti la conclusione di una lunga attività investigativa che ha coinvolto Guardia di Finanza, Arma dei Carabinieri, magistratura e organismi internazionali di cooperazione di polizia.
Secondo quanto evidenziato dagli investigatori, il caso conferma l’efficacia del sistema di coordinamento internazionale sviluppato dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza attraverso lo SCIP e le sue articolazioni operative, tra cui le reti ENFAST e I-CAN, impegnate nel rintraccio e nella cattura di latitanti di elevato profilo criminale anche oltre i confini nazionali.

