Il medico di base incassa il sostegno di Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia. Sullo sfondo, un centrosinistra indebolito dall’eredità della giunta Tidei e da una candidatura (quella di Minghella) che appare già in salita
SANTA MARINELLA – Nella “Perla del Tirreno” il quadro politico si schiarisce bruscamente, e il vento gelido di tramontana sembra soffiare con decisione in un’unica direzione.
Dopo settimane di trattative, il centrodestra ha trovato la quadra sul nome di Damiano Gasparri. Il noto medico santamarinellese è ufficialmente il candidato sindaco sostenuto dal “tridente” pesante della coalizione: Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia.
Un’intesa (quasi) totale
L’accordo siglato nelle ultime ore rappresenta un successo diplomatico non scontato. Mettere insieme le tre anime principali del governo nazionale su un profilo civico ma di garanzia come quello di Gasparri è un segnale di estrema compattezza. All’appello manca solo Noi Moderati, che per ora resta fermo sulla proposta di Maria Rosaria Rossi.
Tuttavia, con il 75% della coalizione già schierato e i principali motori del consenso pronti a partire, la sensazione tra i corridoi della politica locale è che la strada per Gasparri sia spianata. Il profilo del medico, radicato nel tessuto sociale e lontano dalle vecchie logiche di apparato, sembra essere la “ricetta” ideale per curare una città stanca di conflitti interni.
L’ombra del passato sul centrosinistra
A rendere la candidatura di Gasparri particolarmente solida non è solo la forza dei propri simboli, ma soprattutto la fragilità dell’area avversaria. Il centrosinistra si presenta al nastro di partenza con l’eredità pesantissima dell’amministrazione guidata da Pietro Tidei, naufragata anzitempo tra polemiche feroci, scandali e una sfiducia che ha mandato tutti a casa prima del termine naturale del mandato.
Il candidato proposto dal centrosinistra – che dell’era Tidei è stato il vicesindaco – appare oggi come un pugile suonato. Difficile, se non impossibile, smarcarsi dalle macerie di una legislatura conclusasi sotto il peso di controversie giudiziarie e politiche che hanno segnato profondamente l’opinione pubblica. La sua figura appare “malconcia”, indissolubilmente legata a un sistema che i cittadini hanno dimostrato di voler superare.
Una sfida che appare già segnata?
Per il centrodestra, Gasparri rappresenta l’elemento di discontinuità netta. Mentre dall’altra parte si cerca di difendere un passato indifendibile, il medico punta tutto sul ritorno alla normalità e alla trasparenza.
“La città ha bisogno di una guida serena, che conosca i problemi della gente comune e non sia prigioniera di vecchi rancori o logiche di potere ormai superate”, commentano dai vertici regionali dei partiti che lo sostengono.
Con una coalizione quasi del tutto blindata e un avversario che deve spiegare perché gli elettori dovrebbero dare fiducia a chi ha già fallito nella stanza dei bottoni, Damiano Gasparri parte con i favori del pronostico. Resta da vedere se Noi Moderati deciderà di unirsi alla corsa o se resterà a guardare un treno che sembra già lanciato verso la vittoria.

