Centrodestra vs centrodestra. Per molti, quello che sta accadendo a Civita Castellana potrebbe essere un preludio a quello che accadrà anche a Viterbo il prossimo anno, con Forza Italia pronta a “spaccare” l’unione di intenti e sostenere Frontini
CIVITA CASTELLANA – Le elezioni amministrative del 24 e 25 maggio a Civita Castellana si preannunciano destinate a lasciare un segno profondo negli equilibri politici locali. Il clima che si respira è quello di una competizione confusa e frammentata, in una città che un tempo aveva identità politiche ben definite e che oggi appare segnata da divisioni e personalismi. A rendere ancora più evidente la frattura è stata l’ufficializzazione, da parte di Forza Italia, della candidatura a sindaco dell’attuale vicesindaco Claudio Parroccini, una scelta che ha sancito una spaccatura ormai evidente nel centrodestra e che continua a produrre effetti a catena.
Questa modalità operativa adottata da Forza Italia non sembra limitarsi alla sola Civita Castellana o alla Tuscia, ma si starebbe replicando anche in altre aree del territorio, fino a lambire la zona romana. Secondo molti osservatori politici, si tratta di un precedente potenzialmente pericoloso: il braccio di ferro sempre più marcato tra Forza Italia e Fratelli d’Italia rischia infatti di trasformarsi in uno scontro interno capace di indebolire non solo le alleanze locali, ma anche gli equilibri nazionali del centrodestra, alimentando tensioni che potrebbero riflettersi persino sulla tenuta complessiva del governo guidato da Giorgia Meloni.
Nel frattempo, sul piano locale, la Lega ha deciso di non correre con un proprio candidato e di convergere su Parroccini, rafforzando ulteriormente il fronte azzurro, mentre l’Udc ha scelto la stessa linea di sostegno. Sul versante opposto, il sindaco uscente Luca Giampieri, espressione dell’area meloniana, ha incassato l’appoggio del movimento civico Per il Bene comune, che ha deciso di affiancarlo nella corsa elettorale. Una mossa che conferma come la competizione interna al centrodestra sia ormai uno degli elementi centrali di questa tornata elettorale.
Sul fronte del centrosinistra la situazione appare altrettanto complessa, ma caratterizzata da un silenzio strategico. Il Partito Democratico sostiene la candidatura dell’indipendente Danilo Corazza, portandosi però dietro le polemiche legate alle precedenti intese con Forza Italia negli anni passati, alleanze che hanno inciso sugli assetti della Provincia e sulla gestione di Talete, lasciando strascichi politici difficili da cancellare. L’attenzione generale è già proiettata verso un possibile ballottaggio, ritenuto da molti quasi inevitabile. Tra i candidati dell’area progressista, l’avvocato Francesco Romito, sostenuto da Rifondazione e Movimento 5 Stelle, e lo stesso Corazza, le previsioni sembrano favorire quest’ultimo, considerato in grado di intercettare un consenso ampio e trasversale grazie al suo radicamento nella comunità cittadina.
Anche sul piano organizzativo non mancano le difficoltà. Tutti gli schieramenti stanno incontrando ostacoli nel completare le liste, complice la scarsa disponibilità di cittadini a candidarsi in prima persona, segnale di un diffuso disincanto verso la politica attiva. Nonostante ciò, le trattative proseguono e le alleanze continuano a prendere forma.
Nel campo che sostiene Giampieri si registra anche l’ingresso della lista Rocca presidente – Per il bene comune, che sarà rappresentata all’interno della civica “SiAmo Civita” con due giovani candidati, Alessio Sparnacci e Arianna De Santis. L’ufficializzazione del sostegno è avvenuta alla presenza di esponenti regionali e ha richiamato l’accordo politico siglato nel giugno 2025 tra la lista Rocca e Fratelli d’Italia. Secondo i promotori dell’intesa, l’obiettivo è quello di proseguire il percorso amministrativo avviato negli anni precedenti e consolidare il ruolo di Civita Castellana come punto di riferimento sociale ed economico per l’intero sud della provincia, valorizzando i risultati già ottenuti e rafforzando le prospettive di sviluppo future.
In questo quadro già complesso, la vera incognita resta la capacità del centrodestra di ricomporre le proprie fratture o, al contrario, di continuare su una linea di scontro interno che rischia di trasformarsi in un elemento destabilizzante non solo per gli equilibri locali, ma anche per quelli più ampi del panorama politico nazionale.

