SABAUDIA – In data 20 aprile 2026, i Carabinieri Forestali (N.I.P.A.A.F. di Latina e Nucleo di Terracina) hanno inferto un colpo durissimo a un sistema organizzato per la gestione abusiva di rifiuti speciali e pericolosi.
L’operazione, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia (DDA) di Roma, ha portato al sequestro preventivo dell’azienda Ilm srl di Borgo San Donato (Sabaudia), delle relative quote societarie e di 11 automezzi.
Secondo le indagini condotte dai militari, l’azienda amministrata dal 62enne Nicola Del Prete era diventata il collettore principale per lo scarico abusivo di materiali metallici e rifiuti pericolosi. Il meccanismo era semplice quanto sistematico:
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Assenza di tracciabilità: I rifiuti venivano conferiti senza i prescritti formulari (FIR) e tramite una sorta di “autofattura” irregolare.
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Trasportatori abusivi: La stragrande maggioranza dei soggetti che scaricavano presso il sito non era iscritta all’Albo Nazionale Gestori Ambientali (ANGA).
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Numeri record: Le telecamere di sorveglianza hanno immortalato, in un solo mese del 2022, ben 673 ingressi di mezzi, con quasi 200 conferitori diversi (di cui solo 13 in regola).
Uno degli aspetti più inquietanti dell’indagine riguarda il trattamento dei rifiuti pericolosi, come le batterie al piombo, per i quali la Ilm srl non era autorizzata.
Gli investigatori hanno documentato come i dipendenti della società rimuovessero fisicamente una cancellata di ferro per far passare le batterie esauste direttamente nell’impianto della confinante Vanbat srl (società invece autorizzata), cercando di sanare così l’illegalità del conferimento iniziale.
L’indagine coinvolge complessivamente 29 persone. Tra i “conferitori seriali” figurano nomi noti alle cronache giudiziarie pontine, tra cui esponenti delle famiglie Fè, Di Silvio, Spada e Ciarelli.
La vicenda si intreccia con altri rami societari e familiari:
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La Ilm srl è controllata dalla FDP Metal di Cisterna.
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Nicola Del Prete (amministratore della Ilm) è lo zio del suo omonimo (classe 1987), già coinvolto in passato in indagini per riciclaggio e figlio dell’assessore all’ambiente di Cisterna, Lino Del Prete.
Nonostante la gravità delle prove raccolte (che documentano attività illecite proseguite fino a febbraio 2026), il GIP Tamara De Amicis ha respinto le richieste di misure cautelari (arresti domiciliari e obbligo di firma) avanzate dal Pubblico Ministero per Del Prete e altri 24 indagati.
Per evitare la chiusura dell’impianto e garantire i livelli occupazionali, il Tribunale ha nominato un Amministratore Giudiziario esperto in gestione aziendale, che guiderà la Ilm srl durante il prosieguo delle indagini.

