L’incontro, coordinato dal prof Balestra del Dafne, ha visto la presenza del dott. Boscia, massimo esperto in Italia della batteriosi
VITERBO – Oltre cento i partecipanti in presenza ed altrettanti collegati online, all’incontro che si è svolto lo scorso 16 aprile all’università della Tuscia.
Ad aprire i lavori i saluti della Magnifica Rettrice Tiziana Laureti, tra gli intervenuti il direttore del DAFNE, Prof. Severini, il presidente della Commissione Ambiente e agricoltura in consiglio regionale Giulio Zelli Menegalli, il consigliere regionale Daniele Sabatini, la dr.ssa Bianchi del Servizio Fitosanitario Regionale, il Dr. Tagliavento, del laboratorio PhyDia, il dott. Schiavi del Team di Patologia vegetale e Nanotecnologie per la Protezione delle Piante, del Dip. DAFNE.
Ad essere ribadita, durante l’incontro, l’importanza dell’attività di squadra per essere tutti insieme fattivamente impegnati sulla problematica Xylella al fianco dei produttori di filiere di eccellenza della Tuscia, come quelle del mandorlo e dell’olivo.
L’incontro, coordinato dal Prof. Balestra del dipartimento DAFNE ha visto la partecipazione dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali, delle organizzazioni di categoria e di numerosi studenti dell’Ateneo viterbese, e si è sviluppato attorno alla magistrale presentazione del dottor Boscia, già direttore dell’Istituto di Protezione delle piante del CNR di Bari, quale massimo esperto in Italia della batteriosi che dal 2013 incide pesantemente sull’olivicoltura della Puglia. Recentemente, oltre a Xylella fastidiosa subsp. pauca, responsabile del complesso del disseccamento rapido dell’olivo, presente esclusivamente in Puglia, altre popolazioni di Xylella sono state identificate su altre colture, tra queste, quella di Xylella fastidiosa subsp. multiplex, rinvenuta nel 2021 su un mandorlo selvatico nel viterbese, la quale desta preoccupazione soprattutto tra i mandorlicoltori della Tuscia.
L’incontro ha evidenziato e chiarito come la situazione è costantemente monitorata, non riguarda l’olivicoltura, e per il mandorlo è circoscritta. L’attuale normativa europea prevede l’estirpazione delle piante positive a Xylella fastidiosa subsp. multiplex ed estirpazione di tutte le piante ospiti nel raggio di 50 metri dalla pianta infetta. Quest’anno a giugno si terrà per la prima volta in Italia il convegno europea a Bari su Xylella fastidiosa organizzato dall’EFSA e, in quel contesto, c’è l’impegno di portare evidenze scientifiche da parte del gruppo di ricerca del DAFNE, insieme al lavoro di monitoraggio ed analisi da parte della Regione Lazio, al fine di evidenziare come questa problematica, nel viterbese, vada affrontata diversamente, per tutelare filiere di eccellenza a cominciare da quella del mandorlo. L’incontro è stato caratterizzato da una finale costruttiva discussione tra tutti gli attori, con l’impegno di replicare ulteriori momenti di aggiornamento e di divulgazione dei risultati conseguiti, come di certificare auspicabili cambiamenti normativi europei.

