Appuntamento tra mille colori e profumi dall’1 al 3 maggio. Quest’anno spazio alle evocative installazioni dell’architetto Christian Ciucciarelli
VITERBO – La primavera è pronta a colorare nuovamente il cuore medievale della Tuscia. È stata presentata questa mattina, nella prestigiosa cornice della Sala del Consiglio di Palazzo dei Priori, l’attesissima edizione 2026 di San Pellegrino in Fiore. Dal 1 al 3 maggio, il suggestivo centro storico di Viterbo tornerà a trasformarsi in un incantevole giardino a cielo aperto, pronto ad accogliere cittadini e turisti tra profumi, cromie vivaci e scorci mozzafiato. Il taglio del nastro ufficiale che darà il via all’evento è fissato per la mattina del primo maggio alle ore 10.
L’entusiasmo palpabile per questa nuova edizione è stato ribadito dalla sindaca di Viterbo, Chiara Frontini, che ha sottolineato come San Pellegrino in Fiore sia «una manifestazione che, puntualmente, rende ancora più bella la nostra magnifica città».
Per questo motivo, ha aggiunto la prima cittadina, «il nostro entusiasmo, nell’occasione della sua presentazione, non viene mai meno».
Un traguardo reso possibile anche grazie all’ottima risposta del tessuto imprenditoriale: «Quest’anno è stato il primo nel quale abbiamo avviato e subito raccolto risposte per la manifestazione di interesse per le sponsorizzazioni, come quelle importanti di Poste Italiane ed Enel».
Frontini ha inoltre evidenziato come il lavoro sinergico abbia permesso di «abbracciare con ‘Oltre San Pellegrino in Fiore’ anche un’altra parte della città, per la prima volta quest’anno, un’iniziativa volta anch’essa a sostenere l’economia locale, attirando visitatori e turisti».
A farle eco è stato Alessandro Romoli, presidente della Provincia di Viterbo, che ha parlato di una «crescita esponenziale, dall’insediamento di questa amministrazione, che ha ripreso e ravvivato l’iniziativa».
Romoli ha posto l’accento sull’impatto positivo dell’evento, sottolineando «l’immancabile risposta della cittadinanza, che ha compreso le ricadute positive di questo tipo di eventi sul tessuto sociale e sul centro storico, emblema reale di tutta la provincia».
Una valenza sociale evidenziata anche dal prof. Nicola Sorrini, intervenuto in rappresentanza della rettrice dell’Unitus, Tiziana Loreti. Sorrini ha definito San Pellegrino in Fiore «a tutti gli effetti un dispositivo sociale che produce benessere attraverso socializzazione e ovviamente bellezza», descrivendolo come «un’esperienza condivisa tra Comune, enti partner e tutti coloro che parteciperanno: una ricchezza enorme per il nostro territorio».
Proprio in tema di partnership istituzionali, Domenico Merlani, Presidente della Camera di Commercio Rieti-Viterbo, ha confermato il saldo appoggio dell’ente a «quel genere di eventi che rendono grandi e amplificano la bellezza del nostro territorio, anche per questo siamo fieri di esserne sempre partner».
Ai ringraziamenti generali rivolti a tutti i partecipanti, agli sponsor e ai partner, espressi dall’assessore Patrizia Notaristefano, si sono poi aggiunte le anticipazioni sulle novità in programma per questa edizione. Come illustrato dall’assessore Katia Scardozzi, la mappa dei festeggiamenti si amplia notevolmente: «Piazza del Comune e Piazza delle Erbe, grazie alla Proloco, si aggiungono all’offerta di quest’anno di San Pellegrino in Fiore». Ad arricchire il calendario ci saranno anche «altre collaborazioni, come il mercatino vintage, le mostre dedicate alla primavera, le iniziative di Spazio Viterbo di Martina Campanella e tante altre che arricchiscono ulteriormente l’offerta».
Il cuore pulsante dell’evento, tuttavia, sarà l’impatto scenografico e artistico, curato nei minimi dettagli dall’architetto Christian Ciucciarelli. Il suo progetto espositivo porta il titolo evocativo di “Visioni effimere nella città dei Papi”.
La scelta di questo nome, ha spiegato Ciucciarelli, deriva dalla volontà di utilizzare elementi leggeri e temporanei, capaci di regalare una maggiore fantasia cromatica rispetto alla tradizione. Le piazze storiche diventeranno veri e propri palcoscenici: in Piazza del Gesù, ad esempio, i visitatori saranno accolti da un gigantesco fiore composto da sette grandi petali in rete metallica, mentre la fontana centrale si trasformerà nel suggestivo pistillo dell’installazione. Spostandosi verso Piazza della Morte, lo scenario muterà in una vera e propria corte d’ispirazione medievale. Questo spazio, già naturalmente ricco, verrà esaltato da decorazioni floreali a tema, drappi teatrali e dalla presenza di figuranti storici, tra cui dame e cavalieri legati al Giardino Ortensie, pronti a far rivivere l’antica magia della città. Il cammino verso il fulcro religioso della città sarà altrettanto suggestivo: il ponte che conduce al Duomo si trasformerà in un viale sospeso delineato da eleganti alberi di “Delphinium“, concepiti per accompagnare lo sguardo dei visitatori verso la cattedrale con una prospettiva elegante e sobria. Giunti in Piazza del Duomo, ci si troverà di fronte a una vasta ellisse floreale incorniciata da quattro obelischi. Al centro di questo spazio, che poggerà su un parterre a forma di rosa dei venti, spiccherà un grande bocciolo di rosa, inno alla purezza e alla rinascita primaverile.
A completare le opere di Ciucciarelli, ci sarà anche la suggestiva torre intrecciata di fiori di campo e rampicanti prevista in piazza San Carluccio.
Infine, ad abbracciare questa esplosione di creatività, ci sarà l’ampia esposizione dedicata agli amanti del giardinaggio, curata dall’associazione Verdi e Contenti guidata da Chiara Brunori.
«Ci occuperemo ancora una volta del mercato floro-vivaistico in piazza della Morte e piazza San Lorenzo», ha confermato Brunori, aggiungendo che sono stati «confermati tutti gli espositori dello scorso anno, ma piano piano ci stiamo allargando viste le tante adesioni, da qui l’estensione a piazza della Morte». Tutto è ormai pronto, dunque, per un lungo fine settimana all’insegna della natura, dell’arte effimera e della bellezza architettonica, in cui Viterbo si mostrerà in tutta la sua meraviglia primaverile.


