ROMA – Una registrazione tardiva, fuori anche dalla “zona Cesarini”, è costata al titolare di un affittacamere la sospensione della licenza per una settimana. Il provvedimento del Questore è giunto all’esito di una attività d’indagine della Polizia di Stato.
Determinante, nella ricostruzione dei fatti, è stato il sistema Alloggiati Web, che ha segnalato alla sala operativa della Questura di Roma la presenza, in una struttura ricettiva della zona di via Veneto, di una persona destinataria di un ordine di carcerazione emesso dalla procura bergamasca.
Gli accertamenti immediatamente avviati dagli agenti del Commissariato di Polizia di Stato Castro Pretorio hanno tuttavia evidenziato fin da subito una anomalia: l’uomo, formalmente registrato solo in un momento successivo, aveva in realtà soggiornato nella struttura già tre giorni prima.
Il ritardo nella comunicazione ha quindi inciso sulla tempestività dell’intervento, determinando l’avvio di una rapida attività di indagine conclusasi nella localizzazione del ricercato fuori dalla provincia di Roma.
Parallelamente, la violazione degli obblighi di comunicazione – che di fatto avrebbe potuto pregiudicare l’efficacia della azione di polizia – ha determinato l’apertura di una istruttoria a cura della Divisione Amministrativa della Questura, poi sfociata nella adozione, da parte del Questore, di un provvedimento di sospensione della licenza per sette giorni a carico del titolare della struttura.
Sono stati gli stessi agenti del Commissariato di Polizia di Stato ad apporre i sigilli all’ingresso dell’affittacamere.

