Al via un programma partecipato con la cittadinanza. Si comincia il 9 maggio, “di fronte a Prato Giardino dalle 10 alle 13”, con un gazebo informativo per “raccogliere le istanze dei viterbesi”
VITERBO – “Che città sogni, che città vorresti vedere prendere forma da qui ai prossimi anni?”.
È da questa domanda, diretta e rivolta ai cittadini, che la Lega di Viterbo annuncia l’avvio di un percorso per la costruzione di un “programma elettorale partecipato”, accompagnandolo però con un affondo politico durissimo contro l’amministrazione guidata da Chiara Frontini.
Il calendario degli incontri parte il 9 maggio, “di fronte a Prato Giardino dalle 10 alle 13”, con un gazebo informativo per “raccogliere le istanze dei cittadini”.
Gli appuntamenti proseguiranno il 23 maggio a San Martino, il 7 giugno a Bagnaia e il 20 giugno a Santa Barbara. “Saranno questi i primi punti di incontro con la cittadinanza”, spiegano dalla Lega, “ai quali seguiranno altre iniziative”.
L’obiettivo dichiarato è ambizioso: “inaugurare una nuova stagione in cui la parola ‘ascolto’ non resti solo uno slogan limitato al tempo della campagna elettorale, ma si trasformi in una buona pratica reale di amministrare”.
Un modello che, nelle intenzioni del partito, dovrebbe tradursi in “un governo locale dove ogni cittadino possa sentirsi rappresentato”, pur nella consapevolezza che “non tutto è possibile” e che “a volte bisogna rinunciare a un centimetro delle proprie aspettative, per permettere a tutta la comunità di fare cento metri”.
Ma è sul giudizio politico che il comunicato si fa particolarmente duro. Secondo la Lega, l’amministrazione Frontini avrebbe “tradito la parola ‘ascolto’, ucciso il ‘dialogo’ e lacerato le relazioni sociali”, creando “un clima divisivo” e alimentando “una competizione deleteria tra categorie di figli e figliastri, ‘del chi sta con me e chi no’”.
Accuse pesanti, che si accompagnano a una critica sul metodo amministrativo: “decisioni assunte da sola, chiudendo le porte alla società civile”, per poi “tirare fuori le sue scelte dal cilindro facendole passare come frutto della condivisione dell’intera città”.
Da qui la rivendicazione di una linea politica netta: “Da sempre in opposizione a Chiara Frontini. Non l’abbiamo sostenuta al ballottaggio, non la sosterremo alle prossime elezioni comunali. Nessun salvagente a questa amministrazione”.
La Lega rivendica inoltre di aver mantenuto un’opposizione costante: “non siamo mai rimasti in silenzio, la nostra voce si è sempre levata dai banchi della minoranza con chiarezza, trasparenza e fermezza”, pur offrendo “occasioni di collaborazione critica che raramente sono state accolte”.
Nel mirino finisce anche il funzionamento del consiglio comunale, descritto come “mortificato”, con sedute “strettamente necessarie e ordini del giorno striminziti”, mentre le decisioni sarebbero state prese altrove, “nei cosiddetti ‘ritiri privati’ del fine settimana o in giunta”, per poi arrivare in aula “già confezionate e approvate a colpi di maggioranza”.
Non manca un passaggio polemico anche sul clima politico degli ultimi anni: “Ricorderemo tutti la suggestione del ‘complotto’”, accusa, con cui la sindaca avrebbe “cercato di spegnere ogni voce critica”, etichettandola come “trama per fare il ‘male della città’”.
E se negli ultimi mesi, secondo la Lega, il tono della sindaca si sarebbe “ammorbidito”, il sospetto è chiaro: “Forse in cerca di alleati per le prossime elezioni comunali? La Lega non sarà tra questi”.
La chiusura è un rilancio politico che punta direttamente sulla partecipazione: “Saremo dalla parte dei cittadini, aprendo la piazza alle idee, alle proposte e ai suggerimenti”, con l’obiettivo dichiarato di costruire “una città diversa” attraverso “un confronto libero e aperto”.

