Scovata nel centro storico di Napoli la “centrale telefonica” da cui partivano le telefonate intimidatorie
TIVOLI – A dare il via alle indagini l’ennesima truffa ai danni di un anziano. Tutto è iniziato con un’operazione coordinata dalla procura di Tivoli e partita dall’arresto di una 27enne e un 59enne per il reato di truffa commesso a Guidonia Montecelio nel giugno 2022.
In tale circostanza, i carabinieri di Tivoli hanno sia sequestrato che analizzato alcuni telefoni cellulari e le relative Sim card, raccogliendo così elementi sull’esistenza di un’organizzazione criminale dedita alle truffe agli anziani, con base a Napoli e operativa su tutto il territorio nazionale. I vertici del sodalizio, promotori e organizzatori dell’attività illecita, si sono avvalsi di diversi soggetti impiegati come manovalanza. Dopo aver individuato meticolosamente le vittime da colpire, hanno gestito da remoto le telefonate agli anziani, fornendo agli altri membri dell’organizzazione autovetture e telefoni cellulari. A questi ultimi il compito di recarsi presso le abitazioni delle vittime per ritirare denaro e oggetti preziosi.
Nel cuore di Napoli la cosiddetta “centrale telefonica”, che in più occasioni, facendo leva sullo stato di paura e vulnerabilità delle vittime, arrivavano a minacciarle prospettando gravi conseguenze giudiziarie per loro o per i propri familiari.
Gli indagati adottavano sempre il medesimo modus operandi: una volta individuate le vittime, tutte persone particolarmente vulnerabili, e accertata l’assenza in casa di parenti o conoscenti, contattavano telefonicamente gli anziani fingendosi appartenenti all’Arma dei Carabinieri oppure dipendenti dell’ufficio postale.
Riferivano quindi che un familiare stretto — generalmente un figlio o un nipote — fosse coinvolto in gravi vicende giudiziarie, come un arresto conseguente a un presunto incidente stradale. Per risolvere la situazione veniva richiesto il pagamento immediato di una “cauzione”, in denaro o beni di valore, da consegnare a un incaricato che si sarebbe presentato presso l’abitazione poco dopo.
La perquisizione del covo dei malviventi, sorpresi nella circostanza in piena attività, ha consentito di identificare i vertici dell’organizzazione, interrompere decine di tentativi di truffa in corso e sequestrare numerosi telefoni cellulari, elenchi telefonici e appunti riconducibili alla rete criminale, alcuni dei quali parzialmente bruciati nel vano tentativo di distruggere le prove del reato.
Nel complesso sono state censite e contestate agli indagati 116 truffe consumate (nel periodo compreso tra febbraio 2022 e marzo 2023) in molteplici regioni del Paese, per un valore di oltre 500 mila euro.

