Emergenza ambientale al Lago di Bolsena: misteriosa moria di lontre, nutrie e aironi tra Montefiascone e Marta

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MONTEFIASCONE – Il Lago di Bolsena, gioiello della Tuscia e ecosistema di rara bellezza, sta lanciando un grido d’allarme che non può restare inascoltato. Negli ultimi giorni, lungo la battigia nel tratto compreso tra Montefiascone e Marta, è stato documentato uno scenario inquietante: diverse carcasse di animali giacciono senza vita tra i detriti portati dalle recenti piogge.

Un ecosistema sotto attacco

Le immagini che pubblichiamo a corredo di questo articolo (scattate sul posto) mostrano una realtà cruda. Tra i resti si contano diversi esemplari di:

Lontra (Lutra lutra): Una specie protetta e simbolo di acque pulite, la cui presenza nel lago era motivo di orgoglio naturalistico.

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Airone Guardabuoi: Uccelli coloniali solitamente molto resistenti, trovati senza vita in numeri sospetti.

Nutria (Myocastor coypus Molina, 1782): detta anche castoro di palude o castorino,[2] è un mammifero roditore originario del Sud America, unica specie vivente del genere Myocastor, della famiglia degli Echimiidi.

La zona interessata è la stessa che, a causa delle violente precipitazioni dei giorni scorsi, ha subito pesanti danni strutturali, con la carreggiata letteralmente scarrocciata e il traffico veicolare interdetto. Ma oltre ai danni alla viabilità, il timore è che l’acqua abbia trascinato con sé qualcosa di molto più letale.

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L’ombra dell’avvelenamento

Il fatto che i decessi siano così frequenti e concentrati in un lasso di tempo così breve non può essere una coincidenza. Le ipotesi sul tavolo sono diverse, ma tutte ugualmente preoccupanti:

1. Dilavamento di sostanze tossiche: Le forti piogge potrebbero aver trasportato nel lago pesticidi, diserbanti o fertilizzanti concentrati dai terreni agricoli circostanti.

2. Sversamenti illegali: Il dissesto del terreno potrebbe aver portato alla luce o trascinato in acqua sostanze inquinanti precedentemente accumulate.

3. Contaminazione batterica: Eventi atmosferici estremi possono alterare l’equilibrio biochimico delle acque, favorendo patogeni letali per la fauna.

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Un appello alle autorità: ASL e Forestale intervengano

Non si tratta “solo” di carcasse sulla spiaggia. La morte di predatori apicali come la lontra è un indicatore biologico gravissimo: se la catena alimentare è compromessa a questo livello, il rischio per l’intero ecosistema — e potenzialmente per la salute pubblica — è elevato.

È necessario e urgente che i Carabinieri Forestali effettuino rilievi immediati nell’area.
Il Servizio Veterinario della ASL prelevi i campioni per inviarli all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale, così da accertare le cause esatte della morte tramite esami tossicologici.

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Non possiamo permettere che il Lago di Bolsena diventi un cimitero a cielo aperto nel silenzio delle istituzioni. Continueremo a monitorare la situazione e a chiedere risposte chiare.

Nota per i lettori: In caso di avvistamento di carcasse, si raccomanda caldamente di non toccare gli animali e di segnalare tempestivamente la posizione alle autorità competenti (112 o 1515).