RIEVOCAZIONI STORICHE, CAPARVI (LEGA): “DAL GOVERNO OLTRE 287 MILA EURO PER L’UMBRIA MENTRE LA SINISTRA IN REGIONE HA CANCELLATO LA LEGGE DEDICATA”

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“La pubblicazione della graduatoria 2026 del Fondo nazionale per le rievocazioni storiche conferma l’attenzione concreta del Governo verso una realtà che rappresenta un patrimonio culturale, identitario e turistico fondamentale per l’Umbria e per l’intero Paese. Grazie alla legge 152 del 2024, della quale sono stato primo firmatario, quest’anno saranno finanziate 24 realtà umbre per un importo complessivo di oltre 287 mila euro”. Lo dichiara il deputato della Lega Virginio Caparvi, commentando il decreto del Ministero della Cultura che assegna i contributi destinati alle rievocazioni storiche.

“Si tratta di un risultato importante che premia il lavoro di Aurs, associazioni, enti, amministrazioni comunali e centinaia di volontari che ogni anno custodiscono e valorizzano la memoria storica delle nostre comunità – prosegue Caparvi – Le rievocazioni storiche non sono semplicemente eventi culturali: rappresentano la storia viva dei territori, rafforzano il senso di appartenenza delle comunità locali e costituiscono un motore di promozione turistica e sviluppo economico per città e borghi. Questi finanziamenti confermano la bontà di una legge che abbiamo fortemente voluto per riconoscere il valore delle rievocazioni storiche italiane e garantire loro un sostegno stabile. Una scelta che nasce dalla consapevolezza che dietro ogni manifestazione ci sono anni di studio, ricerca, recupero delle tradizioni, volontariato e capacità di attrarre visitatori da tutta Italia e dall’estero.

Proprio per questo appare ancora più incomprensibile quanto avvenuto a livello regionale. Nella scorsa legislatura l’Umbria, grazie alla Lega, si era dotata di una legge specificamente dedicata alle rievocazioni storiche, riconoscendone l’unicità e il valore strategico per la promozione culturale e turistica del territorio. Una norma che l’attuale maggioranza regionale e il vicepresidente Tommaso Bori hanno scelto di fatto di cancellare, archiviandola all’interno di un nuovo contenitore normativo dedicato genericamente alla cultura.

Una scelta sbagliata, perché le rievocazioni storiche hanno caratteristiche peculiari che meritano strumenti dedicati, risorse specifiche e una programmazione mirata. Assimilarle indistintamente ad altri ambiti culturali significa non comprenderne la natura e rischiare di disperdere un patrimonio che invece andrebbe valorizzato con maggiore convinzione. Auspico che la Regione Umbria torni a riconoscere pienamente il ruolo delle rievocazioni storiche e delle tante persone che, con passione e competenza, mantengono viva la nostra storia e la trasformano in una straordinaria opportunità di sviluppo per le comunità locali”.