Viterbo – Sicurezza e tolleranza zero, l’onda di Vannacci cresce a Viterbo. Galati: “Al Sacrario la situazione è invivibile, serve l’Esercito in strada”

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La scelta della location non è stata affatto casuale. Il gazebo è stato posizionato al Sacrario, da tempo considerata una delle “zone calde” di Viterbo

VITERBO – Cresce l’interesse e si consolida la presenza del movimento legato al Generale Roberto Vannacci nel capoluogo della Tuscia. Questa mattina, il Comitato 1039 di “Futuro Nazionale” è sceso in piazza allestendo un gazebo informativo per la campagna “Tolleranza Zero“. Un’iniziativa che mira non solo al tesseramento, ma a raccogliere le firme dei cittadini esasperati per una formale petizione, ai sensi dell’art. 50 della Costituzione, da indirizzare direttamente al Presidente del Consiglio dei Ministri.

La scelta della location non è stata affatto casuale. Il gazebo è stato posizionato al Sacrario, da tempo considerata una delle “zone calde” di Viterbo, un’area in cui la cittadinanza denuncia da anni episodi di microcriminalità, spaccio, risse e un degrado strisciante.

“È stata una scelta mirata su un obiettivo critico – spiega Vittorio Galati, referente cittadino del Comitato 1039, intercettato questa mattina al gazebo –. Come tutti sanno, qui succede di tutto. È diventata una zona veramente invivibile per i viterbesi, per questo abbiamo scelto questo sito: vogliamo raccogliere le istanze dei cittadini e dire basta”.

A guidare il comitato è un uomo che di ordine pubblico se ne intende. Galati, con una lunga carriera alle spalle nell’Arma dei Carabinieri, aveva di fatto abbandonato l’impegno politico attivo, prima di essere richiamato in prima linea dalla discesa in campo del Generale. “Avevo smesso con la politica – racconta Galati – ma quando Vannacci ha creato questo movimento mi ha convinto immediatamente. Affronta tutti i temi su cui io ho lavorato per una vita. Lo fa per puro altruismo e per il bene dell’Italia: avrebbe potuto tranquillamente godersi la pensione o limitarsi al ruolo di parlamentare europeo, invece ha deciso di rimettersi in gioco”.

Di fronte all’impasse di una politica cittadina e nazionale che fatica a trovare risposte concrete, le richieste della petizione sono nette. Il documento sottoposto ai viterbesi chiede maggiori risorse per le divise, la tutela della legittima difesa e, soprattutto, l’introduzione delle Forze Armate in qualità di ufficiali di polizia giudiziaria. Una misura ritenuta necessaria anche per far fronte alle nuove ondate migratorie previste a causa dei conflitti in Medio Oriente.

“Vista la carenza decennale negli organici delle Forze dell’Ordine – sottolinea Galati, ribadendo i punti del documento – si potrebbe rimettere in campo l’Esercito. Abbiamo tanti militari nelle caserme, è bene che vengano utilizzati per il reale controllo dell’ordine e della sicurezza pubblica”. Una mossa che andrebbe a sanare le lacune dell’attuale assetto normativo: la petizione, infatti, critica duramente il nuovo Decreto Sicurezza, accusato di lasciare gli operatori esposti al rischio di finire indagati durante lo svolgimento delle loro mansioni a tutela dell’ordine pubblico.

Accanto al presidio fisico, la linea del comitato è durissima sull’immigrazione, quella irregolare: “Ci vuole la remigrazione. Chi non è in regola, chi delinque, spaccia o fa violenza sulle donne, deve andare via, fuori dal territorio italiano. Chi invece è in regola, lavora e contribuisce al PIL della Nazione, è il benvenuto”. Non manca, infine, una stoccata all’attuale esecutivo: “In questo momento non mi sembra che il governo abbia brillato sulla sicurezza. Abbiamo un governo di centrodestra, ma io questa destra, sinceramente, in tutti questi anni non l’ho vista”.

L’attivismo di queste ore conferma l’espansione del fronte “vannacciano” sul territorio viterbese, dove è già operativo anche un altro comitato, aperto dall’ex senatore Umberto Fusco. Una compresenza che Galati descrive in termini di assoluta sinergia: “Con Fusco i rapporti restano ottimi, i due comitati dialogano e siamo uniti dalla visione comune che ci lega a Vannacci e all’importanza di ridare sicurezza e fiducia agli elettori”.

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