Orte, sicurezza fuori controllo: dall’opposizione accuse al sindaco dopo risse, degrado e atti osceni

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Secondo l’opposizione, l’Amministrazione avrebbe minimizzato per mesi le segnalazioni e le preoccupazioni dei residenti, bollando le critiche come eccessivamente allarmistiche

ORTE – Cresce il dibattito sulla sicurezza in città dopo una serie di episodi che, nelle ultime settimane, hanno alimentato il malcontento di molti cittadini. Tra un uomo sorpreso completamente nudo in un’area verde pubblica, violente liti tra gruppi di stranieri e l’abbandono di rifiuti in diverse zone tra Orte Scalo e le Caldare, il tema è finito al centro dello scontro politico.

I fatti, documentati anche da alcune fotografie diffuse in questi giorni, vengono indicati dall’opposizione come il segnale di un progressivo peggioramento della situazione sotto il profilo del decoro urbano e della sicurezza.

Nel mirino della minoranza finiscono anche le recenti dichiarazioni del sindaco Dino Primieri. Secondo i consiglieri di opposizione, l’Amministrazione avrebbe minimizzato per mesi le segnalazioni e le preoccupazioni dei residenti, bollando le critiche come eccessivamente allarmistiche. Solo ora, sostengono, il primo cittadino avrebbe riconosciuto l’esistenza di problematiche legate alla sicurezza e alla gestione dell’immigrazione, quando ormai gli episodi sono diventati evidenti.

Per l’opposizione, un’Amministrazione dovrebbe intervenire in anticipo, programmando azioni di prevenzione ed evitando che le criticità si aggravino. La minoranza ritiene inoltre che chi avrebbe sottovalutato la situazione fino a oggi difficilmente possa presentarsi come promotore del cambiamento.

Le critiche si concentrano anche sul ruolo istituzionale del sindaco, che in qualità di autorità locale di pubblica sicurezza partecipa ai tavoli provinciali dedicati all’ordine pubblico e dispone, secondo l’opposizione, di strumenti utili per affrontare le problematiche del territorio.

Un secondo fronte riguarda invece l’attività della polizia locale. La minoranza contesta il limitato impiego degli agenti nei controlli quotidiani sul territorio, sostenendo che le risorse disponibili vengano destinate prevalentemente ad attività sanzionatorie piuttosto che al presidio delle aree più esposte a episodi di degrado e microcriminalità.