Roma, sequestro da oltre 1,5 milioni di euro a due imprenditori: beni ritenuti sproporzionati ai redditi dichiarati

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ROMA – I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma hanno eseguito un provvedimento emesso dalla Sezione Specializzata Misure di Prevenzione del Tribunale di Roma, su proposta della Procura della Repubblica capitolina, con il quale è stato disposto il sequestro di prevenzione per sproporzione di beni per un valore complessivo superiore a 1,5 milioni di euro, riconducibili, direttamente o indirettamente, a due imprenditori romani ritenuti socialmente pericolosi.

Le indagini, condotte dalle unità specializzate del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria di Roma, hanno consentito di delineare nei confronti dei due soggetti indizi di pericolosità sociale, in quanto abitualmente dediti a traffici delittuosi di natura economica, tra cui reati fiscali, riciclaggio e intestazioni fittizie di beni. Tali condotte avrebbero permesso l’accumulazione di ingenti risorse economiche, utilizzate sia per sostenere un tenore di vita sproporzionato rispetto ai redditi dichiarati sia per reinvestire capitali illeciti nel circuito economico legale.

In particolare, i due imprenditori avrebbero favorito l’operatività illecita di un clan camorristico egemone nella provincia di Napoli attraverso la costituzione, nel territorio romano, di società fittiziamente intestate a prestanome e operanti nel settore della commercializzazione di prodotti lattiero-caseari e ortofrutticoli.

Secondo quanto emerso dagli accertamenti, le condotte fraudolente sarebbero state poste in essere fin dal 2010 e sarebbero state finalizzate alla commissione di reati tributari, nonché a sottrarre patrimoni e risorse alle procedure di riscossione coattiva. Attraverso un sistematico svuotamento patrimoniale delle società riconducibili agli indagati, sarebbe stata infatti pregiudicata la pretesa erariale, consentendo al contempo il reimpiego dei profitti illeciti in ulteriori attività imprenditoriali.

Il provvedimento eseguito ha disposto il sequestro di diverse unità immobiliari situate nel Comune di Roma, di un’autovettura e di disponibilità finanziarie, beni già sottoposti a sequestro penale nell’ambito di precedenti attività investigative.

L’operazione si inserisce nel più ampio dispositivo di contrasto della Guardia di Finanza alle forme più gravi di criminalità economico-finanziaria e organizzata, responsabili della produzione e del reinvestimento di ingenti profitti illeciti.

Il sequestro odierno, adottato sulla base degli strumenti previsti dal Codice Antimafia, rappresenta il risultato della costante collaborazione tra l’Autorità giudiziaria e il Corpo. L’attività si colloca nell’ambito delle strategie volte ad aggredire i patrimoni illecitamente accumulati da soggetti che traggono sostentamento da attività criminali, a tutela della legalità economica, della libera concorrenza e del tessuto imprenditoriale sano.

Il decreto è stato emesso ai sensi del decreto legislativo n. 159 del 2011. La misura è stata adottata nell’ambito del procedimento di prevenzione e sarà sottoposta al successivo contraddittorio tra le parti, finalizzato alla verifica della sussistenza dei presupposti per l’eventuale confisca dei beni.