A fronte di prestiti per 20mila euro, la vittima ne avrebbe restituiti circa 132.500
FROSINONE – Un uomo di 50 anni residente in provincia di Viterbo è stato arrestato dalla Polizia di Stato con l’accusa di estorsione e usura. L’operazione, condotta dagli agenti della Squadra Mobile, ha permesso di interrompere una presunta attività usuraria ai danni di un uomo residente nel Frusinate, che negli ultimi due anni avrebbe versato somme enormemente superiori rispetto al denaro ricevuto in prestito.
Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, la vicenda avrebbe avuto origine nel 2023, quando la vittima, attraversando un periodo di difficoltà economica, sarebbe stata messa in contatto, tramite alcuni conoscenti, con persone residenti a Roma disposte a concederle un prestito.
Il primo finanziamento sarebbe stato di 10mila euro, da restituire con rate mensili da 2.500 euro. L’anno successivo, trovandosi ancora in difficoltà, l’uomo avrebbe chiesto altri 10mila euro, vedendo così raddoppiare l’importo delle rate mensili fino a 5mila euro.
Sempre secondo gli accertamenti della Polizia, a fronte di prestiti per complessivi 20mila euro, la vittima avrebbe già restituito circa 132.500 euro. L’impossibilità di continuare a sostenere quei pagamenti avrebbe dato origine a pressioni e minacce che avrebbero fatto temere per la sua incolumità.
L’ultimo episodio risale al 14 luglio, quando gli investigatori, che stavano monitorando la situazione, sono intervenuti durante quella che ritengono fosse un’ulteriore riscossione estorsiva. Il presunto esattore, un cinquantenne della provincia di Viterbo, è stato bloccato in flagranza e arrestato.
Nel corso della perquisizione gli agenti hanno recuperato il denaro appena consegnato dalla vittima e altri 11.750 euro nascosti sotto il sedile dell’automobile utilizzata dall’uomo. All’interno del veicolo è stato inoltre trovato poco più di un grammo di cocaina, circostanza che ha comportato anche una contestazione amministrativa per detenzione di stupefacente a uso personale.
Le indagini sono poi proseguite con il supporto della Squadra Mobile di Roma, consentendo di individuare un secondo presunto componente del gruppo, ritenuto dagli investigatori incaricato della riscossione di gran parte delle somme versate in precedenza dalla vittima nella Capitale. Nella sua disponibilità sono stati sequestrati oltre 111mila euro e nei suoi confronti è scattata una denuncia a piede libero per i reati di estorsione e usura in concorso.
Il procedimento è attualmente nella fase delle indagini preliminari. Nei confronti degli indagati vale il principio della presunzione di innocenza fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

