Ieri sera il vertice d’urgenza a Palazzo Chigi sulla delicatissima situazione internazionale
Roma – L’escalation in Medio Oriente assume contorni sempre più critici, con una serie di eventi che rischiano di destabilizzare definitivamente un quadrante già incandescente. L’allargamento del conflitto, che ha visto attacchi diretti verso diverse nazioni del Golfo Persico e nuove ondate di brutale repressione interna in Iran, ha spinto il Governo italiano a una mobilitazione diplomatica e di sicurezza ai massimi livelli.
Per fare il punto su una crisi che minaccia la sicurezza globale, la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha convocato un vertice d’urgenza. “Continuo a seguire da vicino gli sviluppi in Medio Oriente e ho presieduto questa sera a Palazzo Chigi una nuova riunione”, ha dichiarato la premier, delineando un tavolo di crisi che ha coinvolto i dicasteri chiave e gli apparati di sicurezza dello Stato. All’incontro, ha spiegato Meloni, “hanno preso parte il Vicepresidente e Ministro degli Esteri Antonio Tajani e il Sottosegretario Alfredo Mantovano; in collegamento telefonico il Vicepresidente Matteo Salvini, il Ministro della Difesa Guido Crosetto, il Sottosegretario Giovanbattista Fazzolari”. Al vertice erano inoltre “presenti i vertici dell’Intelligence”.
Il primo nodo affrontato dal tavolo governativo riguarda l’incolumità degli italiani che si trovano nelle aree interessate dalla nuova fiammata di violenza. “La riunione ha consentito un’aggiornata valutazione della situazione di sicurezza per i connazionali presenti nella regione”, ha rassicurato la premier. La situazione, in costante e rapida evoluzione, “è oggetto, fin da questa mattina, di un costante monitoraggio ed assistenza da parte dell’Unità di Crisi e su cui ha riferito il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani”.
Di fronte al rischio di un conflitto regionale allargato, Roma si sta muovendo per tessere una fitta rete di coordinamento internazionale, lavorando in asse con l’Europa e mantenendo un filo diretto con i leader dei Paesi arabi moderati. La Presidente del Consiglio ha riferito di aver “condiviso le valutazioni raccolte nel pomeriggio nei numerosi contatti telefonici avuti con alcuni partner europei, a partire dal Cancelliere Merz e dal Primo Ministro Starmer”.
Il dialogo si è poi esteso al cuore del Medio Oriente, interpellando direttamente i leader delle nazioni coinvolte dalle recenti aggressioni: “con il Re del Bahrein, l’Emiro del Kuwait, il Presidente degli Emirati Arabi Uniti, l’Emiro del Qatar e il Principe Ereditario e Primo Ministro dell’Arabia Saudita”. La premier ha inoltre confermato di essere “in contatto con il Sultano dell’Oman e il Re di Giordania”, annunciando che “in serata e domani si terranno ulteriori contatti con i nostri partner nelle riunioni previste a livello dei Ministri degli Esteri in ambito sia G7 che di Unione Europea”.
Il fulcro politico del vertice e delle interlocuzioni internazionali risiede nella chiara presa di posizione dell’Italia rispetto alla matrice delle violenze in corso. Le parole di Giorgia Meloni certificano la gravità degli eventi che hanno colpito la penisola arabica: “Ai leader del Golfo ho espresso la vicinanza del Governo italiano e la condanna degli ingiustificabili attacchi subiti dalle loro Nazioni”.
Mentre “il Governo, come già in passato, continuerà a impegnarsi con i partner europei, regionali e internazionali per una soluzione a favore della stabilità della Regione”, lo sguardo di Palazzo Chigi si posa inevitabilmente sull’Iran, crocevia delle tensioni regionali e teatro di gravi turbolenze interne. A tal proposito, l’esecutivo ha voluto mandare un messaggio chiaro a Teheran, esprimendo solidarietà non al regime, bensì alla popolazione civile. L’Italia, ha concluso Meloni, “ha rinnovato la sua vicinanza alla popolazione civile iraniana che, con coraggio, nelle scorse settimane ha richiesto il rispetto dei suoi diritti civili e politici, subendo una repressione violenta e ingiustificabile”.

