ROMA – Due arresti, sequestri di droga e numerose verifiche tra strada ed esercizi commerciali: è questo il bilancio del dispositivo straordinario di controllo del territorio messo in campo dalla Polizia di Stato nel quartiere Aurelio.
L’operazione, coordinata dal XIII Distretto Aurelio, ha visto impegnati oltre 30 agenti, affiancati dal XIII Gruppo della Polizia Locale di Roma Capitale. I controlli hanno interessato un’ampia porzione del territorio, tra via Aurelia, piazza Giureconsulti, via Baldo degli Ubaldi, via Boccea e Circonvallazione Cornelia.
L’intervento si è sviluppato attraverso posti di blocco, verifiche amministrative e controlli su strada, con particolare attenzione alle aree più sensibili.
Determinante, sul fronte dello spaccio, il contributo dell’unità cinofila: grazie al fiuto del cane antidroga “Faro”, gli agenti hanno individuato e sequestrato diversi quantitativi di sostanze stupefacenti, trovati nella disponibilità di tre pusher. Per loro è scattata la segnalazione alla Prefettura.
Nel corso delle attività è stato inoltre arrestato un giovane, rintracciato nei pressi di un esercizio di ristorazione, destinatario di un ordine di carcerazione emesso dall’autorità giudiziaria di Bologna. L’uomo dovrà scontare una pena superiore ai tre anni per reati legati al traffico di droga.
Un secondo arresto ha riguardato una donna romana di 51 anni, trovata in possesso, all’interno della propria abitazione, di circa 65 grammi di hashish e marijuana.
Parallelamente, i controlli amministrativi hanno coinvolto quattro attività commerciali. In particolare, il titolare di un negozio di alimentari è stato sanzionato per la detenzione di oltre 25 chilogrammi di prodotti scaduti, immediatamente sequestrati.
Sul fronte della sicurezza stradale, le pattuglie hanno controllato 37 veicoli, elevando quattro sanzioni per violazioni del Codice della strada.
Nel complesso, sono state identificate 110 persone. Due cittadini stranieri, privi di documenti, sono stati accompagnati presso gli uffici competenti per verifiche sulla loro posizione sul territorio nazionale.
Le attività rientrano in un più ampio piano di prevenzione e contrasto alla criminalità diffusa e al fenomeno della cosiddetta malamovida.
Come previsto dalla legge, per tutte le persone coinvolte vale il principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.

