Tombe decorate, edifici funerari affrescati e oltre cinquanta scheletri: scoperto un nuovo settore della Necropoli Ostiense durante i lavori per uno studentato
ROMA – Dal sottosuolo della capitale riemerge un nuovo frammento della città antica. Durante i lavori per la realizzazione di uno studentato universitario lungo la Via Ostiense, nell’area di San Paolo fuori le Mura, gli archeologi hanno portato alla luce una vasta area funeraria di età romana, con edifici sepolcrali decorati, affreschi e decine di sepolture. Si tratta di un settore finora sconosciuto della cosiddetta Necropoli Ostiense, una delle più estese aree funerarie sviluppatesi lungo le vie consolari fuori dalle mura dell’antica Roma.
La scoperta è avvenuta nell’ambito delle indagini di archeologia preventiva condotte dal Ministero della Cultura attraverso la Soprintendenza Speciale di Roma. Gli scavi hanno individuato una porzione della necropoli sepolta a circa un metro sotto il livello attuale del terreno, straordinariamente conservata.
Il complesso funerario: edifici e cortili della necropoli
Il cuore del ritrovamento è costituito da un nucleo di edifici funerari di età imperiale, organizzati secondo uno schema architettonico ben definito.
Gli archeologi hanno individuato:
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cinque edifici funerari principali, a pianta quadrangolare e con copertura a volta
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due strutture minori collocate davanti agli edifici principali
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un sesto edificio disposto perpendicolarmente, che suggerisce l’esistenza di un cortile funerario centrale attorno al quale si sviluppava l’intero complesso.
Le strutture risultano allineate lungo un asse nord-est/sud-ovest, segno di una pianificazione urbanistica precisa anche in ambito funerario. Gli studiosi ritengono che alcune camere possano essere colombari, ambienti con nicchie destinati a ospitare urne cinerarie della cremazione, pratica diffusa nel mondo romano imperiale.
Affreschi, stucchi e simboli funerari
Le prime indagini hanno rivelato apparati decorativi di notevole qualità. All’interno degli edifici sono visibili:
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affreschi con fasce policrome e motivi vegetali
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decorazioni in stucco
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mosaici pavimentali a tessere bicolori
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figure simboliche come Vittorie alate e Oranti, legate alla simbologia funeraria romana.
Secondo gli archeologi, questi elementi indicano che il complesso funerario apparteneva probabilmente a gruppi sociali organizzati, forse collegia professionali o comunità urbane legate alle attività commerciali della zona portuale di Ostia.
Gli scheletri e un curioso rituale apotropaico
Tra i ritrovamenti più suggestivi figurano circa cinquanta scheletri, alcuni dei quali presentano un elemento insolito: un chiodo collocato all’altezza del torace.
Gli antropologi interpretano questo dettaglio come parte di un rituale apotropaico, un gesto simbolico volto a proteggere il defunto o a impedire che lo spirito potesse tornare tra i vivi.
Le prime analisi suggeriscono inoltre che molti dei resti appartengano a uomini robusti tra i venti e i quarant’anni, dato che potrebbe indicare l’appartenenza a una specifica comunità sociale o lavorativa.
Un arco cronologico di oltre quattro secoli
Le strutture rinvenute sembrano coprire un periodo molto ampio della storia romana, tra il I secolo a.C. e il IV secolo d.C., cioè dalla tarda età repubblicana fino alla tarda antichità.
Non si tratta quindi di un singolo sepolcro isolato, ma di un complesso funerario utilizzato per secoli, che testimonia l’evoluzione dei rituali e delle comunità che abitavano e lavoravano lungo l’asse commerciale che collegava Roma al porto di Ostia.
Il commento della Soprintendenza
La soprintendente speciale di Roma, Daniela Porro, ha sottolineato l’importanza scientifica della scoperta: “Questo rinvenimento conferma la straordinaria complessità del patrimonio archeologico della città e rappresenta un’importante occasione di approfondimento scientifico”.
Lo scavo è diretto dall’archeologa Diletta Menghinello e rappresenta uno dei più interessanti interventi di archeologia preventiva recenti nella capitale.
Roma, una città costruita sulle proprie stratificazioni
Il ritrovamento conferma ancora una volta la natura stratificata della capitale. Le necropoli romane si sviluppavano tradizionalmente lungo le grandi vie consolari, poiché la legge vietava le sepolture all’interno delle mura cittadine.
La Via Ostiense, arteria che collegava Roma al porto di Ostia, era dunque costeggiata da tombe, mausolei e complessi funerari appartenenti a famiglie, corporazioni e comunità.
Gli archeologi ritengono che quanto emerso finora rappresenti solo una parte della necropoli, e che i lavori di scavo possano portare alla luce ulteriori edifici, iscrizioni e corredi funerari.




