Viterbo e il letargo digitale: il brand turistico è un fantasma e “San Pellegrino in Fiore” si sveglia solo a primavera

Siti offline, pagine zombie e occasioni perse, ancora una volta, nonostante decine di migliaia di euro spesi negli anni

VITERBO – Era già suonato il campanello d’allarme nel 2023, denunciando lo spreco di quasi 54mila euro di fondi pubblici per un portale turistico vuoto e ridotto a un mero aggregatore di link. Ci siamo tornati nel marzo del 2025, segnalando il paradosso di un sito defunto ma ancora ostinatamente promosso sui canali social del Comune. Oggi, a ridosso della primavera 2026, ci ritroviamo costretti a tornare sul “luogo del delitto” digitale per constatare che la situazione della comunicazione turistica cittadina non solo non è migliorata, ma rasenta ormai l’imbarazzo.

Il Comune ha per le mani una fuoriserie, ma sembra averne letteralmente perso le chiavi. L’asset “Visit Viterbo” è allo sbando su tutti i fronti. Basti pensare al mistero di Instagram, dove convivono pagine ufficiali abbandonate a se stesse, con una cronologia di pubblicazione schizofrenica che vede un profilo fermo al 2019 e un altro riesumato dal 2017. In quella più aggiornata ora imperversano gli ultimi video realizzati con l’IA (di dubbio gusto) promossi da Spazio Viterbo. È il chiaro sintomo di password smarrite, di cambi di gestione avvenuti senza alcun passaggio di consegne e di troppe persone con “le chiavi in mano”. Invece di fare ordine, si è preferito lasciare in rete relitti digitali che finiscono solo per confondere i visitatori. Sui domini web la situazione è persino più grottesca: il sito ufficiale istituzionale (visit.vitero.it) è offline ed è solo attivo un generico redirect al sito del Comune di Viterbo (nonostante i soldi spesi per la sua realizzazione e promozione negli anni passati), eppure l’Ufficio Turistico continua paradossalmente a utilizzare l’indirizzo email ad esso associato. Nel frattempo, il dominio diretto “visitviterbo.it” risulta di proprietà privata ed è a sua volta irraggiungibile, cancellando di fatto l’ennesima vetrina vitale per la città.

Questa totale assenza di programmazione editoriale si riflette perfettamente anche su quello che dovrebbe essere l’evento di punta della primavera viterbese. A inizio maggio tornerà l’atteso appuntamento con San Pellegrino in Fiore, ma la pagina Facebook dedicata all’iniziativa rappresenta l’ennesimo scivolone. Esattamente come per i canali istituzionali, ci troviamo di fronte a una pagina “zombie”, rimasta nel più assoluto silenzio da maggio 2025. Solo a inizio marzo di quest’anno qualcuno si è ricordato di darle un flebile segno di vita, limitandosi a un laconico cambio dell’immagine di copertina (ma con immancabile like della prima cittadina).

Spegnere la luce per dieci mesi su un evento di tale portata (lo stesso Comune ha ricordato recentemente che, con Santa Rosa, San Pellegrino in Fiore è il l’evento di portata maggiore per il capoluogo) è un errore comunicativo imperdonabile. Una gestione professionale e al passo coi tempi avrebbe sfruttato quello spazio per fare un’operazione di storytelling continuo. Sarebbe bastato anche un solo post al mese per mantenere viva l’attenzione, ricordando i momenti salienti dell’edizione passata e svelando i preparativi di quella futura. Ma soprattutto, si è persa l’opportunità di elogiare e raccontare il vero protagonista: il quartiere che ospita la manifestazione. San Pellegrino, con i suoi scorci medievali, i profferli e le sue leggende, ha storie da vendere che, se narrate tutto l’anno con una linea editoriale precisa, potrebbero attrarre turisti in ogni stagione e non solo nei quattro giorni dell’evento.

La verità è che qualche turista a Viterbo arriva, i numeri lo confermano. Ma lo fanno nonostante la comunicazione digitale del Comune, non certo grazie ad essa. I visitatori sono attratti dall’oggettiva bellezza del capoluogo, dal passaparola e dagli sforzi instancabili dei privati e delle associazioni locali. L’Amministrazione continua invece a navigare a vista, priva di un calendario editoriale e di una visione a lungo termine, accontentandosi di spingere a mano una Ferrari che avrebbe solo bisogno di essere accesa.

Ora però la città, amministrazione compresa, sembra concentrata sulla candidatura a Capitale Europea della Cultura 2033. Entro il prossimo anno si dovrà consegnare ufficialmente il dossier (attualmente “top secret”) in mano all’organo preposto che dovrà cominciare a valutarlo per accoglierne la candidatura e visionare il soddisfacimento dei requisiti richiesti dal bando. Cosa succederà quando i tecnici valuteranno anche questi asset e la loro relativa gestione?

Viterbo: Il giallo del sito turistico VisitViterbo del Comune di Viterbo

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