Viterbo – Che impresa! L’ASD Grandori vola in 2ª Categoria

Dalla Grotticella alla vittoria del campionato di 3ª Categoria: la favola dell’Oratorio Grandori firmata dal “sindaco” Alessandro Conticchio

VITERBO – Ci sono pomeriggi in cui il calcio si riappropria della sua anima più pura, quella che non si compra con i diritti televisivi o con i contratti a sei zeri, ma che si coltiva sulla terra battuta o nei campi sintetici dei quartieri di periferia, nei ritagli di tempo tra il lavoro e la famiglia, nei sogni nati per gioco su una panchina parrocchiale.

Il trionfo dell’Asd Grandori è esattamente questo: la favola bellissima di un’idea nata quasi per scherzo e trasformata, domenica dopo domenica, in una splendida, solida realtà.

Quando il direttore di gara ha sancito la fine delle ostilità nel match contro la Vejanese, congelando sul tabellone quel due a zero che significava certezza matematica, sul campo e sugli spalti è esplosa un’autentica festa di popolo.

Mancava ancora una giornata al termine del campionato di Terza Categoria di Viterbo, ma il verdetto era ormai definitivo, scolpito nella pietra da un cammino straordinario che proietta la squadra in Seconda.

È stato un campionato sofferto, voluto con le unghie e con i denti, combattuto sin dal primo pallone rotolato sul terreno di gioco.

A questa squadra nessuno ha regalato nulla: ogni singolo punto, ogni millimetro guadagnato, ogni esultanza è stata il frutto di un sacrificio collettivo, di un gruppo di ragazzi che ha scelto di non mollare mai, nemmeno quando le cose sembravano farsi complicate.

La vera svolta, quella che ha ridisegnato il destino del Grandori, è arrivata alla penultima giornata del girone di andata. Da quel momento in poi, qualcosa è scattato nello spogliatoio. Non è stato un miracolo improvviso, ma un cambiamento vero, profondo, costruito giorno dopo giorno con il sudore degli allenamenti, la cura dei dettagli e la ferrea volontà di dimostrare il proprio reale valore. Da quel giro di boa la squadra ha cambiato marcia, trasformando la fame di vittorie in energia positiva.

Ma se c’è un segreto dietro questa cavalcata trionfale, questo risiede indubbiamente nella natura stessa del club, in quel concetto di “famiglia” che qui trova la sua massima e più sincera espressione.

Questa non è solo una rosa di calciatori, è un gruppo composto per lo più da amici d’infanzia, cresciuti insieme, capaci di trovarsi a memoria in campo perché si conoscono da una vita fuori dal rettangolo verde. Un legame indissolubile che affonda le sue radici nella fedeltà parrocchiale alla Grotticella, con Don Pino nel ruolo di insostituibile anima spirituale, un punto di riferimento capace di cementare i valori umani prima ancora di quelli sportivi. Dietro questo miracolo di provincia c’è una struttura organizzativa definita e affiatata, che lavora quotidianamente dietro le quinte per sostenere i sogni di questo splendido gruppo.

ORATORIO GRANDORI 25_26

Al centro di questo mosaico perfetto si staglia poi la figura di Alessandro Conticchio. Vedere un uomo che ha calpestato i manti erbosi della massima serie italiana, che ha battagliato a viso aperto con i più grandi campioni della Serie A, mettersi in gioco nella categoria più bassa del calcio nazionale è un’immagine che riconcilia con lo sport.

Conticchio ha accettato la sfida con un’umiltà disarmante e con la stessa dedizione, serietà e professionalità che si respirano nei ritiri della massima serie. Ha preso per mano questi ragazzi, li ha modellati allenamento dopo allenamento, trasmettendo loro non solo nozioni tattiche, ma una mentalità vincente e il rispetto sacro per il gioco del calcio. Ha dimostrato che la dignità e la bellezza di questo sport non dipendono dalla categoria, ma dall’amore che ci si mette nel praticarlo.

Mister Alessandro Conticchio

Il merito di questo trionfo va diviso equamente tra chi è sceso in campo e chi, da inizio anno, ha lavorato in silenzio, facendo sacrifici enormi lontano dai riflettori, senza dimenticare chi ha creduto nel progetto sin dalla scorsa stagione, quando i frutti odierni erano ancora soltanto un’ambizione lontana. Ieri, al triplice fischio, l’abbraccio collettivo tra la squadra e la marea di tifosi che ha riempito gli spalti ha chiuso il cerchio. È stata una festa di sport, di amicizia e di appartenenza, il coronamento di un percorso in cui la serietà e il rispetto hanno trionfato. Come ha sottolineato la società nel suo messaggio ufficiale, questa è la vittoria di un’idea. Una scommessa romantica guidata da un gruppo unito che oggi si gode il meritato trionfo e guarda al futuro con la consapevolezza che, quando si rema tutti dalla stessa parte con un cuore grande, nessun traguardo è davvero impossibile.