Marino (Io Amo Santa Marinella): “Crollo del ponte, il Quartaccia non può essere trattato come una periferia di serie B”

SANTA MARINELLA – “Dall’8 febbraio scorso, il quartiere Quartaccia vive in uno stato di isolamento forzato. Il crollo del ponte non ha solo interrotto una strada, ma ha spezzato la quotidianità di migliaia di residenti, costretti a gimcane infinite e tempi di percorrenza dilatati. Oggi, a distanza di settimane, il cantiere che dovrebbe restituire sicurezza e dignità all’area procede a un ritmo imbarazzante, degno della peggiore tradizione dei lavori pubblici della nostra città”. Lo fa sapere Stefano Marino, candidato sindaco per la lista civica “Io Amo Santa Marinella”.

“Mentre i cittadini attendono risposte – prosegue Marino -, nei corridoi del palazzo filtrano indiscrezioni preoccupanti: si ipotizza l’installazione di un semaforo per istituire un senso unico alternato. Una soluzione che noi bocciamo senza appello.

Il quartiere Quartaccia non può essere trattato come una periferia di serie B. Già poche ore dopo il crollo, avevamo scritto formalmente al Commissario Prefettizio per chiedere massima attenzione e velocità d’esecuzione, ben consapevoli dei disagi enormi che il blocco avrebbe causato. Purtroppo, nonostante la nostra sollecitazione immediata, i fatti ci dicono che i lavori vanno a rilento”.

Marino prosegue: “Il semaforo sarebbe l’ennesima toppa peggiore del buco, una condanna a code chilometriche e inquinamento sotto le finestre dei residenti. Non abbiamo bisogno di palliativi, ma di certezze. Chiediamo nuovamente che il Commissario intervenga con decisione sulla ditta incaricata per accelerare i lavori: serve un piano di intervento straordinario per ripristinare la circolazione a doppio senso nel più breve tempo possibile. Siamo stanchi di vedere cantieri che sembrano installazioni artistiche dedicate alla lentezza. Se fossimo noi alla guida della città, la manutenzione ordinaria e la sicurezza delle infrastrutture sarebbero la priorità assoluta, non l’ultimo pensiero dopo le inaugurazioni in pompa magna. La Quartaccia ha già pagato un prezzo troppo alto all’inefficienza: ora basta”.