SANTA MARINELLA – “Dopo mesi in cui il mio nome è stato accostato, in modo sempre più insistente, ad una possibile candidatura amministrativa e dopo l’appello di partiti del centro destra del governo Meloni, è arrivato il momento di chiarire con onestà e trasparenza”. Lo fa sapere Mariarosaria Rossi.
“Non sono originaria di Santa Severa e nemmeno di Santa Marinella – prosegue la nota -, ma è qui che ho scelto di vivere perché lo considero un luogo straordinario, baciato dalla natura, dalla storia e da un’identità forte. Da molti anni, però, l’azione amministrativa non è riuscita a restituire a questo territorio la dignità e le opportunità che merita, né a valorizzarne appieno le potenzialità.
Mi spiace dirlo ma non ci è riuscito il centrodestra prima, visto il dissesto che ha subito questa comunità, e non è riuscita a fare abbastanza la sinistra poi, pur avendo goduto di tante possibilità economiche. Entrambe lasciando il territorio ostaggio di conflitti, querele, ripicche, vendette personali che hanno portato instabilità politica, sfiducia e paralisi amministrativa. Non è di questo che ha bisogno la città e non se lo meritano i cittadini.
E’ arrivato il momento di fermarsi. È arrivato il momento del confronto, del dialogo. C’è bisogno di una pacificazione, c’è bisogno che la politica torni ad occuparsi delle persone che ogni giorno lavorano, investono e tengono in piedi questa comunità.
Il mio percorso da imprenditrice prima e politica poi mi lascia un bagaglio di trent’anni di esperienza amministrativa ed istituzionale che oggi molti cittadini mi chiedono di metterlo ancora una volta a disposizione del servizio pubblico ed in particolare di questa città. E di questo vi ringrazio a prescindere.
Ci ho pensato. Tanto. Se fossi sindaco di Santa Marinella e di Santa Severa lo farei con spirito di servizio, di responsabilità, di profondo rispetto per la comunità tutta, a prescindere dal colore e dall’appartenenza politica. Il mio pensiero di persona libera ha radici profonde ancorate a quel pensiero occidentale ed europeista lontano dalla sinistra e dal regime comunista, ma anche distante da quel centrodestra che fino a ieri ha gestito questa Città.
Sarei ben lieta di rappresentare le tante brave persone che amano Santa Marinella e Santa Severa: cittadini competenti, appassionati, portatori di idee, di progetti innovativi e di una visione attenta per il futuro della città. É da voi che ogni giorno ricevo suggerimenti su quanto questo territorio merita e di ciò di cui ha bisogno.
Ma è una decisione importante, seria, ed è per questo che da tempo sto studiando le criticità di tutto il litorale, identificando carenze, esigenze, peculiarità, per capire se davvero posso essere quel valore aggiunto che porterebbe soluzioni sperate ed attese.
Si, mi candido a sindaco di Santa Marinella e Santa Severa. Già da domani incontreremo le categorie di associazioni, di comitati, gli artigiani e agricoltori. I professionisti, le sigle dei partiti e di tutti coloro che decideranno di candidarsi nelle nostre liste. Ci confronteremo sul ripristino di una quotidianità decorosa ed efficiente per un’amministrazione inclusiva volta allo sviluppo economico, culturale e sociale e dove ci sarà spazio a progetti innovativi che possano preparare e traghettare il territorio in una rinascita meritocratica ed autorevole per il benessere di ognuno e per progetti comuni.
Per venti anni sono stata una donna di partito convintamente ed attivamente all’interno del centrodestra, quello che fu fortemente voluto da Silvio Berlusconi. Mi ha insegnato che l’unità dei simboli di centrodestra è l’unica ricetta per sconfiggere la sinistra. Ci ho creduto allora e ci credo ancora.
Ma i simboli camminano sulle gambe e con la testa delle persone che ci sono all’interno. Uniti si è quando si condividono gli stessi ideali, la stessa visione e gli interessi che siano di tutti e non di pochi. Il centrodestra che nel 2018 e successivamente nel 2023 si è presentato unito per le elezioni amministrative ha sempre perso regalando la vittoria alla sinistra. Non c’ero e non posso giudicare se fu colpa dei simboli del centrodestra o di chi ne fece parte. Ma oggi ci sono, Andiamo a vincere!”.

