Un progetto editoriale inedito, curato da storici e divulgatori, debutta in rete per raccontare l’apice storico del capoluogo della Tuscia. Un viaggio meraviglioso tra indagini accademiche rigorose e narrazione
VITERBO – Proprio nei giorni in cui la città si prepara a sbocciare per accogliere i visitatori di San Pellegrino in Fiore, il panorama culturale del capoluogo si arricchisce di un nuovo, prezioso strumento di divulgazione. Ha debuttato in queste ore in rete www.viterbomedievale.com, un portale interamente dedicato alla riscoperta, allo studio e alla narrazione dell’epoca d’oro di Viterbo. Alla sua guida, come direttore editoriale del progetto, il nostro collaboratore Diego Galli, giornalista pubblicista, supportato da una rete di tecnici, docenti universitari e medievisti.
Non si tratta dell’ennesima guida turistica, tantomeno di un semplice contenitore di aneddoti locali. Viterbo Medievale nasce come una vera e propria officina creativa. L’obiettivo del comitato editoriale – che unisce l’entusiasmo della divulgazione giornalistica al rigore di storici, archeologi e ricercatori universitari – è quello di destrutturare i falsi miti e restituire alla città la sua complessa tridimensionalità.
La narrazione tradizionale, infatti, ha spesso concentrato Viterbo sulla pur fondamentale identità di “Città dei Papi”. Il nuovo portale punta a riaprire i fascicoli della Storia, mostrando al grande pubblico un cuore urbano duplice e affascinante, attraversato dalle truppe imperiali di Federico II, segnato da lotte intestine, intrighi diplomatici di respiro europeo e pratiche dimenticate.
L’approccio scelto dalla redazione di Viterbo Medievale è chiaro: interrogare la nuda pietra. Ogni articolo, indagine o approfondimento pubblicato sul sito rifugge dal sensazionalismo per ancorarsi saldamente alle fonti documentali. Un esempio lampante è uno dei primi approfondimenti disponibili online, che ricostruisce con precisione chirurgica le ore successive al brutale omicidio del principe inglese Enrico di Cornovaglia, documentando le cruente pratiche funerarie dell’epoca con il supporto di fonti derivanti anche da studi di accademici internazionali e perfino con i versi di Dante Alighieri.
Il sito, già navigabile, si propone di diventare un punto di riferimento non solo per i turisti in cerca di un racconto autentico, ma anche per gli stessi viterbesi e per gli addetti ai lavori, dimostrando ancora una volta come la Storia, se indagata con metodo e passione, superi di gran lunga qualsiasi fantasia.

