Viterbo – La città onora facchini e poliziotti, Frontini ripercorre i drammatici momenti del 3 settembre scorso: “Una doccia gelata”

Benemerenza civica per nove agenti della Digos e Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa

VITERBO – Una platea emozionata e commossa ha reso omaggio ai Facchini della Macchina di Santa Rosa e agli agenti della questura cittadina.

La città si è ritrovata ieri sera al teatro dell’Unione per celebrare l’iscrizione del Sodalizio dei Facchini di Santa Rosa nell’albo d’oro della città e la civica benemerenza al personale della questura, per aver deciso, con coraggio, nonostante un possibile attacco terroristico, prontamente sventato dagli agenti della Digos, di far passare la Macchina di Santa Rosa.

La sindaca Chiara Frontini ripercorre quei momenti del tre settembre scorso, senza nascondere la commozione per “quella telefonata che mi ha gelato il sangue”.

Proseguendo nei dettagli: “Stavo rientrando a casa per cambiarmi, dopo aver salutato i facchini al Boschetto, era il prefetto che con tono fermo mi invita a raggiungerlo per importanti comunicazioni. Ho capito subito che  era qualcosa di serio, ma non riuscivo a capire cosa. In un attimo ci siamo ritrovati tutti di fronte ad un tavolo e lì la decisione più grande. Ringrazio il sodalizio per la fiducia, la stessa che fonda l’architettura di una comunità“.

La sindaca dal palco si piega sulle ginocchia e guarda negli occhi Luigi Aspromonte, seduto in prima fila,  il capofacchino che quella sera ha dovuto, nonostante tutto, guidare i suoi cento uomini.

Grazie a te Gigi e grazie a Massimo Mecarini (presidente del sodalizio ndr) e grazie agli agenti intervenuti con precisione chirurgica. Siete stati i nostri angeli“.

“Viterbo non vi dimentica e vi onora- le parole di Marco Ciorba, presidente del consiglio comunale riferite agli agenti della Digos – proprio voi avete sventato, grazie all’arresto di due turchi, lì su quella salita dove tante famiglie aspettavano il passaggio di Santa Rosa, quella che poteva essere una strage”.

Le benemerenze civiche agli agenti della Digos.

Assegnate, per volere dell’ intero consiglio comunale,  al commissario capo Flaminia Donnini, al commissario Marco Ferri, all’ispettore Paolo Anselmi, all’ispettore Andrea Capotosto, all’ispettore Pietro Giustini, al sovrintendente Edoardo Giovannini, al vicesovrintendente Gianluca Rossi, al vicesovrintendente Mario Maccioni, al vicesovrintendente Emanuele Paoletti.

Emozionato anche il prefetto Pomponio:Non potevamo fermarci. Nessuno ha avuto tentennamenti, dal sodalizio, alla sindaca, al vescovo, tutti hanno voluto arrivare fino in fondo consapevoli del rischio”.

L’orgoglio del questore.

“È un onore essere il questore di questi uomini, quelli che io definisco eterni ragazzi,
eravamo in costante contatto telefonico, le informazioni che arrivavano erano scrupolose la vera professionalità dei colleghi non è stata solo informativa ma anche operativa.
Noi siamo abituati all’emergenza, ma non i facchini. Se un solo di loro avesse immaginato qualcosa sarebbe stato un bel problema, ma grazie al presidente e al capofacchino è stato un trasporto sereno“.

“Quando hanno deciso di far passare la macchina non mi sono tirato indietro –  a parlare è il vescovo Piazza – Se ci siete voi ci sono anche io, sono state le mie prime parole. Ero preoccupato per la mia comunità, ma continuavo a rassicurare tutti. Se vi fidate di me non succede niente, portate a casa Santa Rosa“.

Fede, coraggio e determinazione hanno permesso a “Rosina” di attraversare la città e tornare al suo convento, per questo ieri i viterbesi hanno reso onore ai preziosi uomini che non si sono tirati indietro e hanno reso ancora una volta “tutti de ‘n sentimento”.