Civitavecchia – Il Guglielmotti finisce su Report: “Un prefabbricato pericoloso inadatto per ospitare una scuola” (VIDEO)

Le telecamere dell’inchiesta giornalistica hanno mostrato uno scenario impietoso: infiltrazioni d’acqua costanti, muri fradici, umidità e pozzanghere ovunque, con servizi igienici al limite della praticità e della decenza per un luogo civile

CIVITAVECCHIA – L’immagine aerea del liceo Guglielmotti di Civitavecchia, trasmessa nell’ultima puntata di Report, è devastante proprio perché inganna. Vista dall’alto, la struttura sembra una scuola normale, un edificio come tanti davanti al quale si passa ogni giorno senza prestare troppa attenzione. La realtà interna, invece, racconta una storia completamente diversa: un complesso nato originariamente come fabbrica, un prefabbricato mai realmente idoneo a ospitare aule e studenti, dove oggi il degrado strutturale è diventato una presenza quotidiana con cui convivere.

Le telecamere dell’inchiesta giornalistica hanno mostrato uno scenario impietoso: infiltrazioni d’acqua costanti, muri fradici, umidità e pozzanghere ovunque, con servizi igienici al limite della praticità e della decenza per un luogo civile. Finestre pericolanti e ambienti insalubri completano il quadro di un istituto dove il diritto allo studio si scontra ogni mattina con la carenza dei requisiti minimi di sicurezza. Davanti a questo collasso quotidiano, gli studenti hanno scelto di non restare a guardare: hanno fatto stilare un parere tecnico da un professionista che ha formalmente certificato l’assenza dei più elementari standard di agibilità. Nonostante la denuncia sia ormai pubblica, dalle autorità competenti continua però ad arrivare un totale silenzio. “La situazione di questa scuola è normalizzata”, ha dichiarato con amarezza uno degli studenti intervistati, evidenziando il rischio più grande: l’assuefazione di fronte a una precarietà inaccettabile.

La messa in onda del servizio ha suscitato una profonda ondata di apprensione e rabbia tra la cittadinanza di Civitavecchia. Vedere le immagini del degrado interno sul piccolo schermo ha trasformato una criticità nota in un’emergenza tangibile, ravvicinata, che tocca direttamente la vita delle famiglie. Tra i commenti dei residenti emerge chiaramente come la vicenda abbia smesso di essere una notizia distante per diventare un pericolo reale, sentito addosso, che grava ogni giorno sulla salute e sull’incolumità dei ragazzi. La preoccupazione della comunità locale è ora ai massimi livelli: il timore diffuso è che l’abitudine a convivere con le carenze strutturali possa tragicamente durare fino a quando non crollerà qualcosa o qualcuno si farà male davvero.

Il caso del Guglielmotti, d’altronde, è il simbolo di un’ampia emergenza nazionale che l’inchiesta ha voluto quantificare con dati impressionanti. In Italia, una scuola su cinque è priva del documento di valutazione dei rischi e del piano di evacuazione; il 59% degli istituti non possiede il certificato di agibilità e il 42% è addirittura privo di collaudo statico. Questa diffusa insicurezza dei complessi scolastici si traduce direttamente in danni fisici: solo nel 2025, l’INAIL ha registrato oltre 80.000 infortuni tra gli studenti, all’interno di un drammatico bilancio complessivo di quasi 600.000 denunce nei luoghi di lavoro e di formazione del Paese.

Questi numeri enormi rischiano quasi di non colpirci più, ma la mobilitazione degli studenti e l’allarme sociale sollevato dalle famiglie di Civitavecchia dimostrano che il territorio non è disposto ad accettare questa gestione della sicurezza pubblica. Di fronte a una comunità che chiede risposte immediate per tutelare la salute delle giovani generazioni, il silenzio delle istituzioni non è più tollerabile.