È morto Gianni Mattioli, uno dei simboli della battaglia antinucleare a Montalto di Castro

MONTALTO DI CASTRO – Se ne va una delle figure che più hanno segnato la storia della battaglia contro il nucleare in Italia e, in particolare, quella che ha interessato Montalto di Castro. È morto all’età di 86 anni Gianni Francesco Mattioli, fisico, ambientalista, politico e tra i principali protagonisti del movimento ecologista italiano.

Per il territorio di Montalto di Castro il nome di Mattioli è indissolubilmente legato alle mobilitazioni che, a partire dalla fine degli anni Settanta, portarono al centro del dibattito nazionale il progetto della centrale nucleare destinata a sorgere proprio nel comune della Tuscia.

Nato a Genova il 29 gennaio 1940, Mattioli si era laureato in Fisica all’Università La Sapienza di Roma nel 1964, diventando professore universitario nel 1973. La svolta del suo percorso scientifico e civile arrivò nel 1977, quando entrò in contatto con la vicenda di Montalto di Castro e con le preoccupazioni delle comunità locali per l’insediamento della centrale nucleare.

Da quel momento la tutela dell’ambiente e della salute pubblica divennero il fulcro del suo impegno. Nel 1978, insieme al collega Massimo Scalia, fondò il Comitato per la Scelta dell’Energia, destinato a diventare uno dei principali punti di riferimento del movimento antinucleare italiano.

Negli anni successivi partecipò ai lavori di numerose commissioni nazionali ed europee dedicate ai temi dell’energia, dell’inquinamento e dello sviluppo sostenibile, mantenendo sempre un forte legame con il mondo della ricerca e dell’università.

Accanto all’attività accademica, Mattioli contribuì alla diffusione della cultura ambientalista attraverso la rivista “Quale Energia?”, fondata nel 1981 insieme a Scalia e diretta per diversi anni.

L’impegno civile si trasformò poi in attività politica. Nel 1987 venne eletto alla Camera dei Deputati con la Federazione dei Verdi, iniziando un lungo percorso parlamentare che lo portò a ricoprire incarichi di rilievo nelle commissioni Bilancio e Ambiente. Nel corso della sua carriera fu più volte rieletto e, tra il 1996 e il 2000, ricoprì il ruolo di sottosegretario ai Lavori Pubblici nei governi guidati da Romano Prodi e Massimo D’Alema.

Con la sua scomparsa il mondo dell’ambientalismo perde uno dei suoi riferimenti storici. Per Montalto di Castro resta il ricordo di un uomo che contribuì in maniera determinante a portare all’attenzione nazionale le questioni legate al nucleare e alla tutela del territorio, diventando uno dei simboli di una battaglia che ha segnato la storia della comunità locale e dell’intero Paese.