SANTA MARINELLA – A pochi giorni dal ballottaggio del 7 e 8 giugno, attorno alla candidatura di Alessio Manuelli si registra un progressivo compattamento di forze politiche e civiche che al primo turno avevano scelto percorsi differenti.
Una dinamica che conferma come, nelle settimane decisive di una campagna elettorale, molti finiscano per guardare al candidato percepito come favorito, salendo sul carro del possibile vincitore. Ma, come ricorda un vecchio adagio politico, spesso si entra papi e si esce cardinali.
A schierarsi apertamente per Manuelli è stata l’assemblea de “Il Paese che Vorrei“, che ha invitato i propri sostenitori a votare il candidato al ballottaggio. Alla base della scelta vi è la presenza, nella coalizione, di figure considerate credibili e l’inserimento nel programma di temi ritenuti strategici sul piano sociale, ambientale e culturale.
Particolarmente apprezzata dal movimento civico è stata anche la decisione di Manuelli di escludere apparentamenti e accordi politici tra il primo e il secondo turno. “Il Paese che Vorrei” ha comunque ribadito la propria volontà di mantenere un ruolo autonomo e di vigilanza, continuando a promuovere trasparenza amministrativa, tutela dei beni comuni e partecipazione dei cittadini alle scelte pubbliche.
Anche la coalizione AVS, dopo un’analisi interna del risultato elettorale definito deludente rispetto alle aspettative, ha deciso di indicare Manuelli come scelta per il secondo turno. Una decisione maturata non senza distinguo e critiche.
Nel documento approvato dall’assemblea, AVS esprime infatti forti riserve sia sulla composizione politica della coalizione di Manuelli, giudicata sbilanciata verso il centrodestra, sia su alcune posizioni assunte dal candidato sindaco in materia di diritti civili e politica internazionale. Tuttavia, il movimento ritiene prioritario sostenere alcune battaglie condivise, in particolare quelle legate alla difesa dei beni comuni, dei servizi pubblici, della passeggiata a mare, del decoro urbano e del futuro del Castello di Santa Severa.
Per AVS, il rischio maggiore resta quello di una vittoria della coalizione guidata da Damiano Gasparri, considerata espressione della destra cittadina. Da qui la scelta di indicare Manuelli come argine politico, pur mantenendo una posizione critica e annunciando un’attività di controllo costante sull’eventuale futura amministrazione.
Nel frattempo la coalizione di Manuelli ha replicato con toni ironici alle dichiarazioni della lista Futura, che aveva sollevato dubbi sulla tenuta della maggioranza in caso di vittoria del candidato civico. Secondo Futura, le diverse sensibilità presenti all’interno dello schieramento potrebbero tradursi in una paralisi amministrativa.
Una lettura respinta con decisione dal fronte Manuelli, che ha ricordato come il programma sia stato costruito e condiviso da tutte le componenti della coalizione. Non un accordo dell’ultima ora, sostengono i promotori, ma un progetto elaborato collettivamente e fondato su obiettivi comuni.
Nella replica non sono mancati riferimenti polemici agli stessi equilibri interni di Futura, accusata di lanciare allarmi sulle presunte incompatibilità altrui pur presentando al proprio interno personalità provenienti da esperienze politiche molto diverse. “Quando si indica la paralisi degli altri, conviene prima controllare di non essere seduti sulla propria”, è il senso del messaggio lanciato dalla coalizione.
A pochi giorni dal voto decisivo, dunque, il quadro politico sembra convergere sempre più attorno alla sfida finale tra Manuelli e Gasparri. Con un numero crescente di endorsement e prese di posizione che, al di là delle differenze ideologiche, mostrano come il ballottaggio stia ridisegnando alleanze, strategie e prospettive future della politica cittadina.

